Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
anno <1977>   pagina <291>
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Pareto e la politica italiana 291
nella Società delle Strade ferrate romane ed aveva avuto quindi modo di inte­ressarsi alla politica ferroviaria che si era sviluppata in Italia tra accese pole­miche. Pareto aveva avvertito subito gli abusi, protetti dalle leggi, di questa politica: la fabbricazione delle guide d'acciaio a un costo doppio rispetto a quelle che si sarebbero potute importare dall'estero e specialmente il ricorso agli accollatari nella costruzione delle gallerie ferroviarie con tutti i loro trucchi contrattuali e le aderenze in Parlamento. Si mobilita, quindi, incorag­giato anche da Bastogi, pubblica numerosi articoli su riviste nazionali ed estere,8) inizia a scrivere una storia delle strade ferrate e convoca addirittura un congresso a Genova alla Società di lettere e conversazioni scientifiche . In questo dibattito si delineano chiaramente le due opposte posizioni dei fautori e degli avversari dell'assunzione, da parte dello Stato, del possesso e dell'eser­cizio della rete ferroviaria italiana. Pareto e con lui gli esponenti della cor­rente liberista affermano : essere il riscatto una questione d'opportunità an­che se su questo non tutti sono d'accordo, poiché non ritengono il momento opportuno, a causa del pareggio appena raggiunto, dei debiti enormi, della situazione economica italiana dissanguata dalle imposte ma, una volta com­piuto, doversi ani dare l'esercizio delle linee a compagnie private e regolarlo sulla base di molta libertà concessa dal governo alle società e di una severissima responsabilità di queste di fronte ai cittadini, ai quali sarebbe aperta la via dei tribunali .9)
In risposta i fautori dell'esercizio statale affermano che il riscatto e l'eser­cizio sono necessari a causa della disastrosa situazione delle società ferroviarie, che hanno richiesto sempre, ed allora in modo particolare, larghe sovvenzioni da parte del governo. Inoltre all'intervento governativo si deve attribuire un diverso significato da quello attribuito dai liberisti: questo deve servire ad abolire il monopolio dei pochi a favore del servizio di tutti: la grande forza rappresentata dalle ferrovie deve svolgersi a vantaggio di tutta la collettività, solo lo Stato può provvedere a ciò poiché le ferrovie provvedono a un ser­vizio pubblico.
Pareto, in questo periodo, non solo partecipa attivamente alla campagna dei toscani contro l'esercizio statale delle ferrovie, ma ne attende anche con Tina certa ansietà la discussione alla Camera: Mi pare probabile che parli il Minghetli ed allora sarà un bel duello oratorio, ma mi dispiace che egli sostenga la parte degli adoratori del Dio Stato .10) Egli conosce le origini liberali di Min ghetti e la sua lealtà e si chiede amaramente: Come mai egli si trova alleato allo Spaventa, al Sella, al Luzzatti ed ha disertato il suo posto vicino ai Ricasoli e ai Peruzzi, ai continuatori del Conte di Cavour? . n> Pareto attri­buisce questo mutamento di posizione di Min ghetti al suo fondamentale spirito eclettico che lo portava ad accettare principi opposti, se questi piacevano alla maggioranza parlamentare:
Doué d'un esprit un peti versatilo, il était dans sa nature de s'abandonner au courant dominant, sans jamais tàcher de lui resister. Or, a certe epoque, les eprits superficiels, qui sont toujours en majorilé, étaienl portés vera la ccnlralisation.
8' // riscatto delle ferrovie, in L'economista, 20 febbraio 1876; Die eisenbahnen in Italien, in Italia, rivista diretta da Karl Milk-brand, edita a Lipsia nel 1876. 9> V. PARETO, Scritti politici citM voi. II, p. 97. io) V. PARETO, Lettere ai Peruzzi eh., voi. I, p. 590. Ivi, p. 591.