Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
anno <1977>   pagina <292>
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Maria Cristina Bianco
Egli credeva che, sotto l'influenza delle dottrine tedesche, il socialismo di Stato avrebbe avuto il sopravvento e volle precedere in questa via l'opinione pubblica, prima che il suo rivale Sella potesse farsene un'arma per rovesciarlo.
In Parlamento, però, la posizione della Destra si faceva sempre più pre­caria, poiché aumentava il numero degli oppositori. Il Minghetti sperava di superare questa crisi annunciando, alla Camera, il pareggio del bilancio. Quando tuttavia chiese una sospensione per le decisioni sulla tassa del macinato volendo porre sul tappeto la questione delle ferrovie, la proposta venne messa ai voti e fu respinta con 242 no e 181 si. Il largo margine di maggioranza ottenuto dall'opposizione e il fatto che molti uomini della Destra ne facessero parte
inducono a pensare che, oltre agli accordi intercorsi tra Peruzzi e Nicotera avesse giocato, nel contribuire a formare il convincimento della necessità di abbattere il ministero Min-ghetti, anche la convinzione che sarebbe stato possibile, se si fosse verificato un largo con* tributo dei settori di destra, pensare a costituire un ministero Peruzzi o Peruzzi-Depretis.13*
Pareto era invece d'un altro avviso; affrontando nel famoso articolo sulla Revue des deux mondes 14) il problema, si dichiarava convinto che il partito della Destra era caduto poiché aveva compiuto la sua missione.15> La Destra avrebbe ancora potuto avere uno scopo a prolungare il suo governo se fosse rimasta fedele alla tradizione liberale di Cavour e se si fosse posta, di fronte alla Sinistra, come garante delle libertà economiche.
Mais du moment que la droite désertait ces principes elle perdait sa raison d'erre, elle devait se fondre avec la gauche, ou si elle s'obstinait à demeurer isolée, ce n'était plus un parti politicnie, mais seulement une réunion d'hommes qu'associaient une ambition com-mune et des intérets materiels. Et cela est si vrai qu'une fois tombée du pouvoir, la droite chercha en vain à formuler un programme d'opposition. **)
In questo modo la Destra non aveva più ragione di esistere, secondo Pa­reto, e doveva lasciare posto alla Sinistra che si era, invece, ripe tu latamente dichiarata favorevole al mantenimento della libertà.
In effetti quest'ultima arrivava al governo con Depretis nel 1876 con un programma che, sotto alcuni aspetti, poteva piacere a Pareto. L'istruzione ele­mentare gratuita, obbligatoria e laica, il decentramento amministrativo, l'allar­gamento del suffragio elettorale, una politica finanziaria che, pur riconoscendo la necessità di raggiungere il pareggio, mirasse a correggere il sistema fiscale e a distribuire meglio la spesa pubblica, erano tutti aspetti sostenuti e difesi
'2)V, PARETO, Minghetti, in Nouveau dictionnaire d'economie polìtique, Parigi, 1892, voi. II, pp. 291-293; ora in V. PARETO, Mythes et idéologies, a cura di G. BUSINO, Genève, Lahtairie Droz, 1965, pp. 69-70.
* A. SALVESTRINI, I moderati toscani e la classe dirìgente italiana 1859-76, Firenze, L. S. OJscbki, 1967, p. 336.
W) V. PARETO, L'Italie économique, in Revue des deux mondes, 15 ottobre 1891, p. 904; ora in V. PARETO, Lettres d'Italie, a cura di G. DE ROSA, Roma, Ed. di storia e letteratura, 1973, p. 322.
*5) (e L'unite de l'Italie constitucc, la capitale établie à Rome, les rapporta de l'Eglise et de PJElat réglés par la loi de garanties, l'equilibra du budget obtenu, si non d'une facon stable au moins provisoirement, son programme était termine, et le fruii etani mur, le moindre choc devait le faire tomber .
'6) V. PARETO, L'Italie économique cit., p. 323,