Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
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1977
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Pareto e la politica italiana
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quale la maggior parte dei suoi compatrioti non si interessa. Sente che le sue argomentazioni non vengono discusse dai suoi avversari, che sono ignorate anche da coloro a cui sono destinate:
Chi è liberale deve ora, necessariamente stare fuori della politica attiva. Non c'è nemmeno bisogno che un gatto ne abbia altri tre che lo ascoltino, può miagolare da solo ... Bisogna far dimenticare che si è liberali; avere quella dottrina come un vizio di cui ci si vergogna. 23)
La tariffa doganale dell'87 ha segnato, senz'altro, una svolta importante nell'attività pubblicistica di Pareto. La politica commerciale che la classe dirigente ha imposto gli sembra una vera follia. Egli difende i principi del laissez faire, laissez passer. La nuova tariffa per lui ha un solo scopo: procurare delle nuove risorse al governo per realizzare una politica che non ha dei legami con la realtà, per favorire un piccolo numero di persone a spese della classe lavoratrice.
All'epoca dei condottieri, uomini ardimentosi ed intraprendenti si riunivano in compagnia, si mettevano al servizio del più alto offerente, e quindi si arricchivano facendo guerre e saccheggiando. Anche adesso siffatte compagnie continuano a costituirsi, ma attraverso i voti e gli intrighi parlamentari riescono a procurarsi la ricchezza.24'
Egli oppone i fatti alle previsioni ottimistiche dei politicanti. Riporta dati statistici che indicano che il totale del commercio estero è diminuito e che i nuovi sbocchi sul mercato interno non hanno compensato tale diminuzione. H protezionismo è per lui antidemocratico, poiché ha aggravato la miseria delle classi lavoratrici. I dazi sul grano e le altre imposte indirette, infatti, hanno impedito un miglioramento delle loro condizioni. Egli critica la megalomania dei politicanti e le folli spese dello Stato, sproporzionate alla ricchezza del paese. Attacca anche la legislazione sociale. Se approva, per esempio, la fondazione di una cassa nazionale per gli incidenti sul lavoro, respinge il principio della responsabilità padronale, a causa delle spese supplementari di produzione che una tale misura comporterebbe.
Il governo vorrebbe, secondo Pareto, con questi provvedimenti mostrare di proteggere le masse, in realtà non pensa che a depredarle in tutti i modi, innanzitutto con la sua ingerenza in materia bancaria e monetaria, poi con i tentativi industriali che dimostrano oltretutto l'inettitudine fondamentale dello Stato a gestire queste imprese. La conclusione è pertanto una sola:
L'Italia non ha bisogno di esaltati che le predichino la megalomania, essa non ha bisogno d'essere governata, come la Spagna dai militari, essa soffoca sotto il doppio peso del militarismo e del protezionismo; ciò di cui essa abbisogna è soltanto un regime che le assicuri l'ordine, la libertà, il rispetto delle leggi e la proprietà privata.25)
23) V. PARETO, Lettere a Maffeo Pantaleoni, a cura di G. DE ROSA, Roma, Banca Nazionale del Lavoro, 1960, voi. II, p* 171.
24) T. PARETO, La nuova tariffa doganale italiana, in Journal dea économistes, 15 ottobre 1887, pp. 5-23 j ora in V. PARETO, Scritti politici ciL, voi. II, p. 260.
25) V. PARETO, LO stato attuale dell'Italia, in La Uberto économìque et les événements d'Italie, Lausanne, Rouge, 1898, pp. 149; ora in V. PARETO, Scritti politici cit., voi. Ili, p. 284.