Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
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1977
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Maria Cristina Bianco
meriti, né per ragioni di crasse, ma per considerazione di parte , cioè per un calcolo di fazioni, d'intrigo quasi:
H paese si va lentamente dissolvendo in una corruzione senile... Non si trova più in Italia un industriale o banchiere che pensi ad altro che a procurarsi i favori del governo, e i mezzi più disonesti col continuo uso finiscono col parere naturali. 31)
Alla delusione che prova di fronte alla politica del governo italiano si devono anche aggiungere le insoddisfazioni che gli procura il suo lavoro a S. Giovanni Valdarno. Egli abbandona, quindi, nel 1890 l'impiego e si rifugia a Fiesole con la moglie, Dina Bakounine, dove può dedicarsi più tranquilla* mente agli studi ed alla attività pubblicistica.
L'individualista estremo che aveva sperimentato la propria impotenza a diventare qualcuno in Italia... scopre che l'unica possibilità d'affermarsi e di quetarsi gli è offerta dalla fuga nella contemplazione del mondo dell'economia pura. Ciò che lo conduce allo studio dell'economia matematica è si un bisogno d'ordine, di rigore, di logica, ma è anche il riconoscimento della sua sfiducia nell'azione concreta.32
Si ritira, quindi, in una posizione piuttosto isolata ed appartata, ma cerca ancora degli uomini disposti a far circolare quelle idee nelle quali crede. Il colore politico del movimento o dei singoli uomini ha una importanza relativa per lui: Io credo che dobbiamo occuparci di cose non di uomini, fissare lo scopo al qnale miriamo e poi accettare tutti gli aiuti che a quello scopo ci possono avvicinare .33) Egli, però, non trova tali aiuti nel partito liberale: il suo ideale, infatti, di un liberalismo attivo e dinamico è deluso da una massa amorfa, incapace di volere ed agire, disposta a sostenere le proprie idee solo finché queste non contrastino col proprio interesse, liberali cui piace il vaniloquio politico, dietro il quale nascondono solo la bramosia di far denaro, senza alcun riguardo se, con tale operare, si danneggia irreparabilmente la collettività:
Viene da ridere quando si pensa che in Italia c'è gente che si dice liberale e che non vuole la libertà né pei cattolici, né pei clericali, né per i socialisti, né pei repubblicani, né per gli operai che vogliono far sciopero, né per chi vuole studiare fuori dalle Regie Università; infine per nessuno, eccetto per loro stessi! 34)
Si volge allora verso gli uomini dell'Estrema Sinistra che gli sembrano possedere quelle virtù di intransigenza, di coerenza, di combattività che la classe politica al potere ha abbandonate. Egli pensa che gli uomini dell'Estrema Sinistra potranno servire la causa liberista nella misura in cui continueranno ad insegnare agli ignoranti, convincere gli inerti, stimolare gli indolenti .35)
In realtà Pareto in questi anni ha una sincera simpatia per i radicali ed è ideologicamente assai più vicino a loro che non ai socialisti di cui guarda con preoccupazione l'avanzata in Europa. Egli teme e cerca di scongiurare, come
3 V. PARETO, Lettere a Maffeo Pantaleoni cit., 28 giugno 1891, voi. I, pp. 38-39.
32) G. Bus INO, Introduzione in V. PARETO, Scritti politici cit., voi. II, p. 10.
33) V. PARETO, Lettere a Maffeo Pantaleoni cit., 27 luglio 1892, voi. I, p. 254.
3*> V, PARETO, Cronaca* in Giornale degli economisti, 1 settembre 1896, pp. 290-295; ora in V. PARETO, Scritti politici cit., voi. III, p. 125.
35) Cfr. G. BUSINO, V. Pareto sociologo della borghesia e dello sviluppo capitalistico?, in Rivista storica italiana, aprile-giugno 1971, pp.. 385-438.