Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
anno
<
1977
>
pagina
<
299
>
Pareto e la politica italiana
299
i radicali, la rivoluzione preferendo a questa la via delle riforme. È chiaro, quindi, che quando nel 1890 si delinea il proposito dei radicali di porsi come alternativa al governo di Crispi, al suo triplicismo, alla sua megalomania, alla sua ostilità per la Francia, a tutta la sua politica economica e finanziaria, Pareto si avvicina a loro. La sua simpatia per i radicali si fonda soprattutto sul consenso morale e, sotto certi aspetti, su affinità programmatiche:
Quando il Cavallotti dice cosa alcuna, buona o cattiva che sia, sono convinto che e il pensiero suo, e non ho bisogno di cercare di indovinare quale banca o quale privato Io ricompenserà ... Moralmente è al di sopra di tutta quella gente che sta nella Camera italiana. 3*)
Inoltre i radicali si mostrano più fermi e più decisi nella loro opposizione: Per ora sono i soli che abbiano il coraggio di dire certe verità che altri tacciono . 3
Tra le scelte politiche sono soprattutto quelle di politica economica, che ottengono il consenso di Pareto : Hanno ragione l'on. Cavallotti e gli altri egregi uomini che intorno a lui si stringono, quando accennano come meta al lavoro della democrazia il provvedere ai più urgenti bisogni economici del paese . Su questa base di consenso morale e di consonanza di idee si sviluppa tra il 1890 e il 1893 la collaborazione fra Pareto e Cavallotti, testimoniata anche dalle lettere (edite e inedite) che i due si scambiarono.
Pareto si offre di fornire a Cavallotti notizie economiche che servano a denunciare le malefatte della classe al potere: Ben volentieri le preparerò le notizie che desidera, e mi pongo subito al lavoro. Non abbia riguardi e disponga di me in tutto ciò che posso .3
11 1890 non è solo l'anno in cui si attua la maggior collaborazione tra Pareto e Cavallotti, ma è soprattutto l'anno in cui il partito radicale tenta di porsi a capo dell'opposizione anticrispina. A questo scopo indice un congresso per coordinare l'azione, aperto anche alle correnti socialiste e repubblicane, che si conclude con l'approvazione del programma elaborato da Cavallotti con la collaborazione di altri radicali che prende il nome di Patto di Roma. All'in' domani dell'apparizione di tali richieste le maggiori critiche sono sollevate dai socialisti, perché troppo poco spazio era stato dedicato alla questione sociale.401 Posizione favorevole assume invece Pareto:
A quest'ora dissolvente io credo che sarebbe bene opporre pubblicazioni mostrando al paese Peperà seria, efficace dell'Estrema Sinistra. Ella col Patto di Roma... ha calcato questa via, occorre seguitarla, occorre che attorno a lei si formi una falange che diffonda quelle idee nel paese con opera costante, tenace, instancabile.41'
30) V. PARETO, Lettere a Maffeo Pantaleoni cit., 23 febbraio 1892, voi. I, pp. 187 e 190.
> Ivi, 17 febbraio 1892, voi. I, p. 183.
3) V, PARETO, Finanza sincera, in //. Secolo, 2>3 marzo 1892; ora in V. PARETO, Scritti politici cit., voi. II, p. 514.
) V. PARETO, Epistolario cit, voi. I, p. 189, Lettera a F. Cavallotti del 30 giugno 1892.
W) Cfr. A. GALANTE GARRONE, / radicali in Italia 1849-1923, Milano, Garzanti, 1973.
) V. PARETO, Epistolario cit., voi. I, p. 152, Lettera a F. Cavallotti del 3 dicembre 1890.