Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
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1977
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300
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300
Maria Cristina Bianco
Non ci sono, però, elementi sufficienti che consentano di verificare un diretto contributo di Pareto alla stesura di questo documento. Certamente vi sono molti punti in cui Pareto concorda pienamente con Cavallotti, soprattutto per quel che riguarda la politica estera e coloniale, la richiesta di economie, specialmente sui bilanci di guerra, la riforma tributaria con l'applicazione dell'imposta progressiva e la riduzione della tassazione indiretta. Inoltre non esistono, o non sono state ritrovate, le lettere che si scambiarono in questi mesi Pareto e Cavallotti. Molto utili, invece, sono quelle che ci sono pervenute per dimostrare la loro collaborazione a partire dagli inizi di ottobre, che si concretò nell'invio di dati e di notizie da parte di Pareto, di cui Cavallotti si servì per i suoi discorsi a Firenze e a Milano nell'ottobre e nel novembre 1890 e per il suo articolo La verità in cifre apparso sul Secolo il 20 ottobre.
In questi interventi si avverte il contributo di Pareto quando Cavallotti entra nel vivo della questione della situazione economica italiana e delle spese per la guerra e la marina che, crescendo di continuo, sono diventate un peso insopportabile per il paese:
Nel 1879 le spese militari gravavano sul bilancio per 232 milioni, ossia rappresentavano il 19 del bilancio totale; oggi per far gli onori e le spese all'alleanza e averne quei frutti, le spese militari si accostano ai 600 milioni all'anno, pari al 35 di tutte le entrate.42)
A questo proposito Cavallotti riporta anche i dati riguardanti il bilancio di una famiglia di operai inglesi che Pareto aveva calcolati per il Journal des économistes di settembre. Egli dimostra, in questo modo, che l'Italia è, in proporzione alla sua ricchezza, molto più gravata d'imposte della Francia, dell'Inghilterra e della Germania. Data la situazione, quindi, Cavallotti richiede, come Pareto, una politica di economie, che permetta di sanare il bilancio e di uscire dalla crisi economica e finanziaria.
Pareto incita spesso Cavallotti a continuare la sua battaglia an ti governativa:
Io credo, se mi è lecito esprimere il mio parere, che più presto ella parlerà, meglio sarà. Badi che il partito del governo tenta un movimento girante e vuole farsi credere esso fautore delle economie, i candidati governativi ne parlano ormai più di tutti, mi pare che occorre che non si lasci sfuggire di mano quella bandiera, ma che invece l'agiti e la dimostri fieramente come quella del partito democratico. So bene che purtroppo in Italia non molti votano per proprio convincimento, ma infine quel poco di bene che è possibile di ottenere ai conseguirà con quella via. Badi ancora che molti candidati fanno discorsi trattando le condizioni economiche del paese, era meglio che quei discorsi fossero venuti dopo il suo e ne fossero stati come lo svolgimento. Ma almeno ora sarebbe opportuno non tardare ancora e che ella in uno di quei bei discorsi che sa fare riassumesse la situazione e desse il tono dell'opposizione. Aspettare l'occasione che ella avrà a Torino, dopo il banchetto Cris;ii. mi pare troppo tardi. Io sbaglierei, ma mi pare che ogni giorno che passa sia un male e che un rigoroso suo discorso sarebbe ora sommamente utile.431
42) Il discorso di Cavallotti a Firenze* in II Secolo, 14-15 ottobre 1890. Le stesse cifre erano state pubblicate da V. PARETO, Quello ohe si apende per vivere in Italia, ivi, 11 ottobre 1890; ora in V. PARETO, Scritti politici cit., voi. II, pp. 335 e 337.
D Lettera inedita di V. Pareto a F. Cavallotti del 7 novembre 1890, Carte Cavallotti, Fondazione G. G. Feltrinelli, Milano. Lettera segnalatami, come l'altra citata più oltre, da Cristina Vernizsà, che sta per pubblicare un carteggio di Cavallotti.