Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
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1977
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303
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Pareto e la politica italiana
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Pareto è dunque convinto della grande funzione svolta dai socialisti sul piano pratico, ma dissente, quasi totalmente, dalle loro posizioni sul piano teorico. E questa distinzione nel giudizio sul socialismo dell'aspetto pratico da quello scientifico ritorna ogni volta che Pareto riprende lo stesso tema:
Se si chiedesse se da biasimare o da lodare sia il socialismo, non si potrebbe rispondere senza aver ricorso a molte distinzioni. Sotto l'aspetto scientifico, non si può accettare né la teoria socialista del valore, né quella dell'ordinamento della produzione, ma sotto l'aspetto pratico e in determinati paesi... ogni speranza di miglioramento delle sorti del popolo è riposta nell'opera dei socialisti, poiché essi soli hanno per fine supremo non la gloria e il bene dei pochi, ma il bene dei più. Quel fine essi credono di poterlo conseguire con l'opera dello Stato; noi solo mediante la libertà. Differenti sono cosi non gli scopi, ma solo i mezzi.52)
Ma ciò che Pareto sottolinea maggiormente nei suoi scritti è la loro onestà, la loro coerenza e la funzione che essi svolgono per l'educazione e il progresso delle masse.
Gli elettori socialisti sono quasi i soli che in Italia danno il voto per un'idea e non per quattrini od altro vantaggio materiale e diretto. Sicché a noi liberali tocca confessare che se il popolo italiano si educherà e sorgerà a miglior vita sarà in gran parte, quasi si potrebbe dire esclusivamente, per merito dei socialisti.53)
Talvolta posto di fronte alle prepotenze e alla corruzione del socialismo borghese, si augura che i socialisti ottengano il potere:
Siamo giunti a un tale punto che è assolutamente indispensabile che una prova del socialismo sia fatta, e sarebbe meglio che si facesse presto che tardi, colle buone piuttostoché colla violenza, in piccolo piuttostoché in grande. In Italia e in Francia i giovani che hanno mente ed ingegno crescono quasi tutti socialisti. Si lascino dunque fare una prova e si vegga cosa sono capaci di fare. Forse infine non faranno molto peggio dei socialisti borghesi che ora governano quei due paesi, e faranno forse meglio del socialismo militare ed imperiale in Germania. 5*)
Altre volte invece manifesta la sua apprensione che l'opera del socialismo borghese si spinga tanto avanti da favorire, con una politica economica socia* lista, l'avvento del socialismo e l'inizio di una nuova fase difficile. D'altra parte Pareto sembra convinto dell'inevitabilità dell'ascesa dei socialisti al pò* tere. Ma se talvolta, come si è visto, mostra un qualche entusiasmo all'idea, per altro verso egli teme che l'esperimento sarà nocivo e non solo per il fallimento di una certa politica economica, ma anche perché egli ritiene che nuove schiere di politicanti attendano di salire al potere con i socialisti, che quelli ora al potere cambino casacca al momento opportuno ed infine che nulla di positivo dei lodevoli fini dei socialisti potrà essere attuato, in parte appunto per il per-
52) V. PARETO, Cronaca, in Giornale degli economisti, 1 luglio 1897, pp. 81-92; ora in V. PABETO, Scrìtti politici cit., voi. III, p. 207.
53) V. PARETO, Cronaca., in Giornale degli economisti, 1 marzo 1897, pp. 249-254; ora in V. PARETO, Scritti politici eie, voi. Ili, p. 176.
5*) V. PARETO, Cronaca, in Giornale degli economisti* 1 maggio 1897, pp. 423*426; ora in V. PARETO, Scritti politici cit., voi. 111, p. 195.