Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
anno <1977>   pagina <304>
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Maria Cristina Bianco
manere al potere di un folto numero di politicanti , in parte perché la pluto­crazia non permetterà modificazioni di rilievo all'ordine esistente .
I successi dei socialisti danno comunque modo a Pareto di vedere veri­ficate le proprie previsioni e di sottolineare che la borghesia, mentre sembra voler combattere il socialismo, gli prepara la via:
Pare che la borghesia si sia prefìssa di preparare il trionfo dei socialisti popolari, che, per sostituirsi ad essa possano, senz'altra cura, aspettare quel tempo non lontano in cui il germe che ora si coltiva sarà maturo. In quel giorno nel quale l'alterna onnipotenza delle umane sorti darà loro il potere, poco o nulla avranno da mutare ai modi di governo, co­tanto appropriati li troveranno pei fini loro. Alcuni dei presenti tributi, per poco che an­cora si aggravino, non differiranno che di nome dall'espropriazione desiderata dai so­cialisti.
Pareto critica inoltre i mezzi impiegati dai borghesi in questa inutile bat­taglia contro il socialismo. Egli è convinto che le persecuzioni e le condanne non serviranno a fare cambiare ai socialisti le loro opinioni, anzi contribuiranno ad aumentare il numero dei simpatizzanti verso questo partito. Non riesce a capire, d'altra parte, come il subire tante vessazioni e il vedere tanti danni causati dallo statalismo borghese, non fiacchi nei socialisti la fiducia nell'azione dello Stato.
È strano che i socialisti, che più di altri soffrono delle prepotenze dei nostri governi, serbino intera fede nei benefici effetti dell'opera dello Stato... al quale vogliono affidare ogni più minuta cura della nostra vita. Come poi provvederanno perché quel futuro go­verno non somigli a quelli che conosciamo; come potranno distruggere i politicanti, che più. della filossera sono difficili a sperdere, non dicono; eppure è cosa di gran momento, e tale che più di ogni altra importa pel buon fine dei loro ordinamenti ... Essendo seguaci del metodo sperimentale non intendiamo come le medesime cause non abbiano da produrre nel futuro gli stessi effetti che ebbero pel passato.57)
L'interessamento di Pareto per il socialismo e i socialisti non si ferma, però, ad una formulazione teorica, ma si concreta in una fattiva collaborazione. A questo proposito sono illuminanti la corrispondenza con Napoleone Colajanni che si protrasse dal 1891 fino ai fatti di Milano del 1898 quando oramai Pareto era in Svizzera ed alcune lettere scritte a Filippo e ad Adele Turati.
Pareto approvò soprattutto il modo di agire dei socialisti durante il 1898, quando furono i primi a sostenere la necessità di abolire il dazio sui cereali per evitare lo scoppio di tumulti a causa della fame. E fu, forse, la sua cordiale simpatia per Turati a scuoterlo dalla sua apparente indifferenza durante la repressione, fy a convincerlo a fare qualcosa di concreto e a dimostrare la sua
55) Cfr. V. PARETO, Cronaca, in Giornale degli economisti, 1 agosto 1896, pp. 202-207; ora in V. PARETO, Scrìtti politici cit., voi. Ili, p. 115.
56) V. PARETO, Perchè l'economia politica non gode favore presso il popolo?, in Atti della Reale Accademia economico-agraria dei Georgofili di Firenze, sex. IV, voi. XII, 1889, pp. 26-44; ora in V. PARETO* Scritti politici cit., voi. Il, p. 319.
57) V. PARETO, Cronaca, in Giornale degli economisti, 1 giugno 1893, pp. 504-508; ora in V. PARETO, Scrìtti politici cit., voi. II, p. 637.
59 Aveva infatti scritto a Pantaleoni il 16 maggio 1898: <t In Italia, caro mio, non c'è da fare nulla né per te né per me. Non ci sono quattro gatti che abbiano le nostre opi­nioni ... In Italia non ci sono che tre partiti: 1) i ladri che governano; 2) i socialisti; 3) i clericali. Io non voglio andare con nessuno di costoro. Quindi me ne sto ad occuparmi di