Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
anno
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1977
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Pareto e la politica italiana
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solidarietà nei loro confronti: accogliendo presso di sé numerosi esuli, abbonandosi a VAvanti! e pubblicando La liberti économique et les événements d'Italie. In questo scritto Pareto individua la causa principale dello stato veramente pietoso in cui si trova l'Italia nel trionfo del protezionismo e del paternalismo. Da tale politica derivano gli attuali mali italiani: il declino del commercio, la rovina deiragricoltura, il sorgere di industrie parassitarie alimentate dalla protezione e dai sussidi statali, la cattiva gestione delle banche, la strumentalizzazione dei pubblici poteri per una politica di parte, la pletora dei pubblici dipendenti, la megalomania dei ministri e la politica militarista. In questa situazione tutti i discorsi dei responsabili di tale politica economica sono inefficaci a persuadere della gente che muore di fame e quindi la rivolta diventa, non solo giustificabile, ma inevitabile.
Allora si fa sparare contro essa dalla truppa, la si uccide, la si imprigiona. Il pretesto è il mantenimento dell'ordine, che è in realtà il primo dei doveri d'ogni governo, ma la vera ragione è il mantenimento, la consolidazione, e se ai può, l'accrescimento dei guadagni che procura la protezione. In cambio, si approvano tutte le spese domandate dai militari; questi vengono lusingati ed incensati, e la guerra civile procura loro una ricca messe di decorazioni. 59>
Se Pareto, però, giustifica i tumulti italiani, perché sollecitati da una situazione di miseria e di non libertà, la cui responsabilità ricade esclusivamente sulle autorità, egli ritiene deplorevoli i tumulti che scoppiarono a Ginevra nello stesso periodo, in seguito a uno sciopero degli operai addetti ai cantieri di costruzione, che furono anch'essi repressi con la forza.
I signori socialisti in Italia chiedono solo la libertà; qui l'hanno, e subito eccoli ad essere prepotenti. Cessano di essere vittime solo per essere persecutori. Il governo di Parigi dovrebbe punire severamente tutti coloro che hanno usato violenza per costringere allo sciopero operai che non ne volevano sapere; e dovrebbe rimandare in Italia, a godersi le delizie dello stato d'assedio, i signori operai italiani che non sono contenti qui, dove hanno paghe maggiori assai che in Italia, e dove sono perfettamente liberi. W>
I tumulti ginevrini, perciò, non sono giustificati né dalla mancanza di libertà, né dalla condizione di miseria: quindi i sovversivi vanno puniti ed espulsi. Quando invece un'errata politica economica riduce alla più squallida miseria i ceti poveri Pareto sente il dovere di manifestare ad essi la propria solidarietà e di denunciare la causa del disagio sociale. È senz'altro una posizione conservatrice, ma non reazionaria, né si può parlare di populismo pare-tiano o di umanitarismo con cui egli si fa sostenitore degli interessi popolari.
Pareto ritiene che l'attività pubblica debba tendere al bene comune, il quale non si identifica col bene delle classi popolari, sebbene anche queste naturalmente ad esso partecipino ... Se vi sono stati due sentimenti che Pareto ha sempre combattuto, sia pure con motivazioni diverse, dalla prima giovinezza alla tarda vecchiaia, questi sono appunto il populismo e l'umanitarismo, come sintomi preoccupanti di decadenza morale, prima ancora che politica, della classe al potere.6U
scienza pura e ti consiglio di fare lo stesso. Leggi le notizie d'Italia come leggeresti le notizie della Cina e occupati di questioni scientifiche V. PARETO, Lettere a Maffeo Panta-Icorri cit., voi. II, p. 196.
5?) v. PABETO, LO stato attuale dell'Italia cit., p. 266.
fio) V. PARETO, Lettere a Maffeo Pantaleoni cit., 20 luglio 1898, voi. II, p. 224,