Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICI ITALIA 1904-1914; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1977>   pagina <307>
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GIOLITTI E I CATTOLICI NELL'ITALIA LIBERALE, 1904-1914 *}
Nel 1911 Giovanni Giolitti dichiarò che il tempo e i risultati avevano mo­strato che il suo sistema, apparentemente semirivoluzionario, era il solo vera­mente conservatore.J) Questa ammissione sembrò fornire la prova che, per quanto egli usasse la retorica e parte del programma della sinistra, il suo fine ultimo era quello di mandare Carlo Marx in soffitta. Alcuni sospettarono che i cattolici avessero avuto un ruolo importante nel tentativo di Giolitti di preservare lo status quo e credettero di trovare la conferma nella revoca del non-expedit nel 1904 e poi nella rivelazione del sensazionale Patto Gentfloni nel 1913.
Secondo Antonio Gramsci, I' accordo che Giolitti concluse con il conte Ottorino Gentiloni, presidente dell'Unione Elettorale Cattolica, sostituì in ef­fetto il blocco urbano dell'industria del Nord e le Confederazioni dei lavoratori di Giolitti. Giolitti muta spalla al suo fucile , osservò Gramsci, alla alleanza tra borghesi e operai sostituisce l'alleanza tra borghesi e cattolici, che rappre­sentano le masse contadine dell'Italia settentrionale e centrale . 2* È questa una interpretazione storica o polemica? Che parte ebbe nel sistema giolittiano l'azione politica cattolica e perché l'ebbe? A queste domande il presente scritto cerca di rispondere.
Qualsiasi cooperazione fra cattolici e liberali durante la decade giolittiana era destinata a suscitare sospetti, in considerazione dell'attitudine intransigente che i cattolici italiani avevano assunta a seguito della creazione del Regno. IL non-expedit che trattenne gli ortodossi dal votare o dal concorrere a cariche na­zionali, isolò immediatamente i cattolici dallo Stato liberale e ne inficiò la legit­timità. Alienati dai più, i cattolici formarono l'Opera dei Congressi (1874) che coordinava la loro attività salvaguardando i diritti della Chiesa.3) La politica era esclusa. Fin dall'inizio l'Azione Cattolica criticò la centralizzazione dello Stato risentendone specialmente il tentativo di dominare la pubblica istruzione.4)
*) Traduzione dall'inglese di Philip Perfetti, St. Jòhn'a University.
!) CAMERA DEI DEPUTATI, Discorsi parlamentari di Giovanni Giolitti, Roma, Tipogra­fia della Camera, 1954, II, 1370.
2} ANTONIO GRAMSCI, La questione meridionale,, a cura di FRANCO DE FELICE e VA­LENTINO PARLATO, Roma, Editori Riuniti, 1966, p. 146.
3) Pur cominciando modestamente nel 1874-75, lo sviluppo dell'Azione Cattolica fu ragguardevole in quanto essa contava 700 comitati parrocchiali nel 1879, più di 1399 nel 1884 e qualcosa come 4000 alla fine del secolo.
RAYMOND GBEW, Catholiciam in a Changing Jtaly, in Modem Italy: A Topica! History Since 1861, a cura di EDWARD R. TANNENBAUM e EMILIANA NOBTHER, New York, 1974, pp. 258-59.
*) ERNESTO VEBCBSI, Il movimento cattolico in Italia (1870-1922), Firenze, 1923, p. 14; GABRIELE DB ROSA, La crisi dello Stato liberale in Italia, Roma, 1955, p. 10; ID., Storia del movimento cattolico in Italia* Dalla Restaurazione all'età giolittiana, Bari, 1966, pp. 126-131.