Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICI ITALIA 1904-1914; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1977>   pagina <308>
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Frank J. Coppa
Vari ministeri reagirono alle provocazioni dell'Opera e nel 1876 il mi­nistro dell'Interno Nicotera disciolse il Terzo Congresso per preservare l'ordine pubblico . In seguito, anche, le relazioni fra i Congressi e lo Stato laico furono tutt'altro che soddisfacenti. Clericalismo e socialismo sembravano convergere in un'unica condanna del regime costituzionale. Questo ci aiuta a renderci conto della preoccupazione espressa da Sidney Sonnino nel suo Torniamo allo Statuto, che considerava il clericalismo pericoloso per l'Italia quanto il socialismo. 5> Esso portò anche alle misure anticattoliche del marchese Di Rudinì alla fine del secolo.6' I suoi successori, comunque, non continuarono nella stessa dire­zione in quanto ci fu una reazione contro gli eccessi, e i fenomeni delle banche rurali e delle leghe agricole mostrarono la falsità dell'asserzione che la Chiesa era sempre reazionaria. Certamente la Questione Romana rimase tecnicamente insoluta, ma la maggior parte degli Italiani non la considerarono più come un inevitabile punto di attrito con i cattolici.
Allo stesso tempo gli anni che vanno dal 1897 al 1905 rappresentano un periodo di transizione dall'autocrazia dello Stato Crispino alla democrazia li­berale di Giolitti che cercò la conciliazione più che la lotta con quei gruppi che rimanevano al di fuori dell'orbita legale. Ormai nel 1900 solo i più ostinati non si rendevano ancora conto che non era più possibile regolare la questione sociale per mezzo di una repressione armata.1) A tal uopo cambiamenti sia nelle classi governanti che nel campo cattolico avrebbero fornito le basi per l'era della distensione .
Giolitti, che si era ben presto reso conto del fatto che lo Stato non poteva rimanere indifferente ai problemi economici e sociali, subì probabilmente l'in­fluenza sia dei cattolici sia dei socialisti nell'evoluzione del suo pensiero.8) Quando i liberali parlarono di forze economiche al di là della sfera del controllo politico, furono i cattolici cbe per primi controbatterono che il sistema politico era responsabile dell'esistente struttura sociale ed economica. Dopo la Rerum novarum (1891) i cattolici parlarono sempre più della questione sociale, ripe­tendo molte asserzioni fatte dai socialisti.9) Chi ha creato i bisogni delle molti­tudini alle quali il socialismo si presenta come salvatore? si chiese Filippo Meda. Li ha creati il regime dell'industrialismo e del capitalismo moderno , egli rispose, i quali hanno distrutto la dignità dell'operaio, concentrato le ricchezze produttrici in poche mani... e reso produttivo non il lavoro in armonia col capitale, ma il capitale stesso da solo . Infatti, egli confessò se non fossi cattolico sarei socialista .10)
Come cattolico il Meda trovò nei limiti della fede quanto era necessario per condannare il liberalismo al cui predominio egli obiettava Io credo che in Italia oggi, come in tutta l'Europa, siano tre soli i veri partiti che possono dirsi
5) SIDNEY SONNINO, Torniamo allo Statuto del 1897, ora in Scritti e discorsi extra­parlamentari 1870-1922, voi. I, a cura di BENJAMIN F. BROWN, Bari, 1972, pp. 575 sgg. *) VEIICESI, op. cit., pp. 29-30.
7) NINO VALERI, Introduzione a GIOVANNI GIOLITTI, Discorsi extraparlamentari, To­rino, 1952, pp. 39-32.
8) Manoscritto del discorso di Giolitti sulle ferrovie (1887?), Archivio Gioititi, busta 15, fascicolo 22, sottofascicolo 27, Archivio Centrale dello Stato, Roma.
9) GIACOMO PERTICONE, L'Italia contemporanea dal 1871 al 1948, Verona, 1968, p. 354; GREW, art. cit., p. 270.
io) FILIPPO MEDA, Scritti scélti, a cura di GIAMPIETRO DORÈ, Roma, 1959, pp. 55-56.