Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICI ITALIA 1904-1914; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1977>   pagina <311>
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Giolitti e i cattolici
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di Venezia, cardinale Giuseppe Sarto, fu innalzato al trono papale.n) Si ricordava che egli aveva reso omaggio alla famiglia reale quando essa aveva visitato Venezia e correva voce che egli cercasse di migliorare le relazioni con l'Italia. Bisogne­rebbe avere il coraggio di abolire il Non-Expedit , quelli più vicini al Patriarca lo avevano sentito dire prima che egli divenisse papa, e dicevano che avesse ag­giunto, sento che avrei questo coraggio qualora divenissi Papa.23)
Giolitti fu felice dell'elezione di Pio X; un semplice prete di campagna, non versato affatto in questioni di politica , osservò il Cancelliere tedesco Bulow, in* dicando che il ministro italiano provava una perdonabile soddisfazione allo spettacolo delle tempeste religiose che infuriavano in Francia, a quel tempo ; aggiungeva che egli non sarebbe stato tanto sciocco da iniziare alcuna cosa del genere in Italia . Secondo Giolitti gli Italiani erano un popolo scettico che non poteva comprendere come ci si potesse infervorare tanto per questioni reli­giose.24) Questa moderazione era più accetta al Vaticano che non l'attitudine antagonistica verso la Chiesa assunta da alcuni sia alla sinistra sia alla destra del Primo Ministro.
Colui che Giolitti chiamò al ministero degli Esteri nel 1903, Tommaso Tit-toni, era accetto al Vaticano. Entrando a far parte del Gabinetto dopo la mancata apertura a sinistra di Giolitti; egli non venne meno alle aspetta­tive dei cattolici ortodossi. Il Vaticano trovò anche utile la stretta aderenza del Ministero al separatismo, nella sua assicurazione che non avrebbe fatto niente per creare problemi per la Chiesa in considerazione delle difficoltà diplomatiche che essa aveva con la Repubblica francese o dei problemi interni che le creava la minaccia modernista.27) Giolitti, infatti, mantenne la sua posizione di neutralità, osservando che in materia religiosa il governo non aveva competenza.2
Il presidente del Consiglio, uomo politico, constatò con piacere, a sua volta, l'opposizione del Papa all'idea di un ruolo politico indipendente dei cattolici negli affari italiani. Subito dopo la sua elezione Pio X fece trasmettere al suo temporaneo segretario di Stato una lettera al vescovo di Orvieto in cui deplo­rava la pubblicazione di una rivista settimanale che auspicava la fondazione di un partito democratico cristiano non dipendente dall'Opera dei Congressi.2 Lo spirito irrequieto di alcuni Democratici Cristiani costrinse il papa a dissolvere l'Opera nel 1904. Romolo Murri che era risultato capo dei Democratici Cristiani formò una Lega Democratica Nazionale, che il papa condannò adducendo come ragione il fatto che il Murri confondeva l'Azione Cattolica con l'azione dei cat-
22) A differenza dei suoi predecessori egli non era originario degli Stati papali e non condivideva le apprensioni per questo territorio. La sua scelta di Merry Del Val piuttosto che del card. Rampolla come Segretario di Stato fu un altro indizio che la politica estera del Vaticano non era più dettata dalla Questione Romana.
23) VEBCESI, op. cit., p. 122.
2*) PBINCE VON BBLOW, Memoirs, trans. GeofFrey Dunlop, Boston, 1931, II, pp. 68-69.
25) Egli era fra i pochi che nel 1889 avevano votato contro alcuni aspetti del Codice Zanardelli che, secondo lui, osteggiava la Chiesa. Poi, nel 1898, come prefetto di Perugia aveva rifiutato di estendere all'Umbria quelle misure che colpivano le organizzazioni catto­liche. SPADOLINI, Giolitti cit., p. 45.
26) Turati a Giolitti, 23 ottobre 1903, Archivio Giolitti, busta 31, fascìcolo 97, Archi­vio Centrale dello Stato, Roma.
27) SPADOLINI, Il mondo cit., p. 79.
28) GIOLITTI, Discorsi parlamentari cit., II, p. 820.
29) VERCESI, op. cit., p. 99.