Rassegna storica del Risorgimento

PRALORMO, CARLO GIUSEPPE BERAUDO DI ; MILANO ; GUERRA 1848-1849
anno <1920>   pagina <368>
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A. l'ONXA DI 8. MARTINO
chiesero tuttavia in primo luogo che fosse loro concessa facoltà d annunziare al Paese che l'amnistia- età stata una condizione, w'w qua non della pace* e secondariainente che si comunicasse loro a testo del proclama di Radetzky.
vitrea la prima richiesta il De Brade non oppose difficoltà ; re­spinse invece energicamente la seconda, come'lesiva al principio di sovranità ohe egli aveva per mandato di (federe vad! ogni costo, Poco dopo., tuttavia, egli fece sapere che -il Maresciallo avrebbe in­viato al Be una copia del Escreto, e che la pubblicazione die! me­desimo avverrebbe nel, periodo che sairebfbs per intercedere tra la la firma del latitato: e- lo scambio delle ratìfiche.
Dopo tale comunicazione il Praìornio non mfcistefite ]- iaer conoscenza del. testo del proclama, pensando.k.in sostanza, queste ixromesse del De Bruck raggiungevano per altra via lo scopo che egli si éisa prefisso ottenere.
Avuta poscia assicurazione che, Quello stesso giorno, il liocu-mento in, Questione era sfeiefe a dorino, ' delegati sardi misero a profitto il tempo necessario peluche giungesse loro la risposta del proprio Governo per regolare alcuni particolari di secondaria* impor­tanza, quali le garanzie circa 'ensioue den'amnistia ài :sudditi -elei Ducati, le modalità di pagamento; dell'indennità, ed altre questioni finanziarie (1).
Intanto il Consiglio dei Ministri, radunatosi presso il Rè per aver lettura del proclama di Badetzky e deliberare in proposito, osservò che il Maresciallo aveva,, spato espressioni troppo generiche, e particolarmente non aveva precisato le eccezioni che indubbia­mente si riservava di intrófcjè? W Mi mmmm M ! mearicarè i plenipotenziasi da chiedere che fosse data loro visione dell'elenco no­minativo degli esclusi, èie. fosse concessa esplicitamente àii! :in><Éfe [ròux non compresi neiraninistia aMmigrazìone legale, ossia la libera disposizione dì gjianto e;ss 5òBseÌreano ra'é'I territorio Lombatfe Veneto, e che fosse inserita nel testo; del proclama ima frase rpald siasi la oJiCf alludendo tìf sudditi compromessi e tuttora dimoran'-nef'Impero, li assicurasse .Che non sarebbero gjptfc alcun i?Q* eeclimtènto: '.Causa' degjf? aweniiiiaèn;tr trascorsi.
Infine si jMSny loròv.dl dichiarare che l'/aeeossione delpnohì al trattato di pace non sarebbe :sfóal accettata se non si stabiliva
(); :è appendice, doe. 11 e: 12.