Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1977
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pagina
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322
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Alberto M. Ghisalberti
sperata e brutale della guerra tedesca del '14, e nel fascismo il rinnegamento degli ideali ancora risorgimentali che avevano animato i migliori combattenti del '15-'18 .
L'antico interventista-intervenuto (ci sono stati anche allora interventisti rima* sii a casa o sicari dietro comode scrivanie distrettuali o di alti comandi) Omodeo, che esalterà nella sua rievocazione della generazione carsica la sopravvivenza di una tradizione mazziniano-garibaldina, non sarà spiritualmente distante da un altre nobile figura, coetanea dell'interventista d'Annunzio, il neutralista-intervenuto Cesare De Lollis, che, nelle colonne censurate di Italia Nostra, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra aveva espresso la speranza e il voto dei migliori della sua parte:
Noi che ai nostri eserciti auguriamo una vittoria strepitosa anche per questa speranza: che senza risultarne un militarismo soffocante, ne risulti però il consenso unanime e intimo, non verbale in un ideale di nazione metallicamente compatto, per entro alla quale non trovino alcun luogo le aspirazioni e i clamori di partiti non emananti davvero dai reali bisogni e dalle reali tendenze della vita della nazione.12)
Sia consentito ad un altro assai minore antico interventista-intervenuto, allora studente universitario del terzo anno di lettere, di ripensare a quel tempo lontano senza pretesa di ergersi a giudice di uomini e di eventi, ma più semplicemente di capire il perché di certi atteggiamenti, le ragioni della contrastante propaganda. Tanti anni or sono, nella generosa illusione della validità assoluta della propria fede, neutralisti e interventisti si sono aspramente combattuti, risvegliati dal sogno che, nonostante sintomi preoccupanti, ammonimenti non intesi, una grande conflagrazione europea fosse impossibile, sia per la speranza che i sentimenti umanitari, rafforzati dai risultati raggiunti dalla propaganda internazionalista dei socialisti dei vari paesi (la comunicazione di Carlo Pinzani a Grenoble ci aiuta a comprendere il dramma di quella delusione), ne avessero reso impossibile lo scoppio, sia per l'idea che la formidabile potenza dei nuovi mezzi di distruzione dovesse dissuadere Governi e Stati maggiori dal tentare il pericoloso esperimento. Ma rivalità antiche mal soffocate, ambizioni di nuova potenza, tormentose inquietudini patriottiche avevano contribuito a fare della vecchia Europa una immensa polveriera. Anche se nessuno avesse voluto deliberatamente provocare una guerra,
01) Alessandro Galante Garrone nella suggestiva introduzione alla nuova edizione di ADOLFO OMODEO, Moménti della vita di guerra. Dai diari e dalle lettere dei caduti, 1915-1918, Torino, Einaudi, 1968, pp. XII-XJII; EMILIA MORELLI, L'ultima guerra del Risorgimento nelle lettere dei combattenti, in Da Caporetto a Vittorio Veneto, Trento, Arti Grafiche Saturnia, 1970, pp. 101-102. Ved. anche, per l'animo dei combattenti, GIUSEPPE PREZZOLIMI, Tutta la guerra. Antologia del popolo italiano sul fronte e nel paese, 3" ed., Milano, Longanesi, 1968, e GIUSEPPE E EUGENIO GARRONE, Lettere e diari di guerra, 1914-1918, con Introduzione di A. Galante Garrone, Milano, Garzanti, 1974. Le testimonianze dei due Dioscuri alpini, come li ha definiti Francesco Gabrieli nel Corriere della Sera del 17 maggio 1974, sono tra le più significative per comprendere l'animo dei combattenti di allora.
12) 5 giugno 1915, in CESARE DE LOLLIS, Taccuino di guerra, a cura di Massimo Colesanti, Firenze, Sansoni, 1955, p. 109. Del settimanale Italia Nostra dira uno dei suoi più validi animatori: Di contro al fiammeggiare delle opposte passioni, riuscì completamente impotente il piccolo gruppo di neutralisti puri, apartitici, che volevano la neutralità indifferenziata e manovrata, rivolta a cogliere le migliori occasioni per la tutela e l'ingrandimento d'Italia , L. SALVATORELLI, Storia del Novecento, 3" ed., Milano, Mondadori, 1964, p. 491.