Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno
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1977
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pagina
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326
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Alberto M. Ghisalberti
stato di servizio, nell'ottobre 1916 a Opacchiasella, e il capitano di fanteria Cesare De Lollis, grande maestro di discepoli interventisti, che si meritò addirittura una medaglia d'argento come tanti suoi giovanissimi avversari di fede usciti da quelli che con macabra facezia furono chiamati Corsi pratici accelerati allievi cadaveri di complemento . 19> Come, tra i caduti, gli indimenticabili miei coetanei già colleghi a Palazzo Carpegna a Roma, Americo Rotellini e Cesare Legni. Questi due elettissimi spiriti erano stati anche miei camerati, a Modena, al primo di quei corsi, Legni nella mia stessa compagnia, la IV, Rotellini alla VI, con Federico Comandini. Di Amerigo non si dimentichi la malinconica ideale epigrafe tracciata in una lettera alla cugina Emma, il 27 luglio 1915, nelTapprendere la notizia portataci da Comandini della morte di Renato Serra:
questo giovane scrittore, così sottile ed equilibrato, e per tanti aspetti diverso dalla maggior parte anche dei suoi amici letterari. Purtroppo la guerra risparmierà chi sa quanti sciocchi, i quali andranno a spasso per la città gloriandosi di una scalfittura ricevuta, e ci ha tolto una delle esperienze letterarie più vive. È uno degli eterni aspetti della tragedia della vita, ed è vano lamentarsi che le palle austriache abbiano così poco criterio.
E di Cesare Legni, caduto poco dopo l'arrivo al fronte, in quei massacri delle sanguinose spallate autunnali, scriverà il 3 dicembre a suo padre:
Povero Legni! Avevo quasi un presentimento della sua morte. Lo rammento ancora all'Università; lo rammento ancora in una strada campestre di Modena, mentre mi diceva, con una voce che non dimenticherò mai, dei versi del Pascoli. Lo rammento a Roma nei primi di maggio a dirmi: io non sono un uomo d'azione, ma sento, sento che in questo momento tutti dobbiamo agire! 20>
Sarebbe vano negare che, durante la guerra, ci furono momenti di grave incomprensione, di amaro distacco tra il paese dietro il fronte e il paese al fronte, incomprensione e distacco di carattere, soprattutto, psicologico, in modo particolare tra la fine del 1916 e l'autunno del 1917, provocati da alcuni avvenimenti bellici e dal grande rivolgimento politico avvenuto in Russia. Nelle due maggiori offensive del 1917 sul fronte isontino e nel sanguinoso scacco del-l'Ortigara lo spostamento di qualche mezzo centimetro dei punti di riferimento per l'artiglieria sulle tavolette di campagna c'era costato oltre 350.000 uomini fuori combattimento, più del terzo delle forze impiegate, e, con un innegabile inasprito tormento degli animi, un accresciuto logorio della nostra potenza offensiva. Gli obblighi dell'alleanza, la necessità politica, le sussurrate, ma sempre più insistite esigenze di certa opinione pubblica chiedevano il ripetersi delle offensive, il ripetersi dei sacrifici. E questo si avvertiva quando, ottenuta la sospirata licenza, arrivati nelle nostre città con le divise malandate che avevano il colore e quasi l'odore di morte della trincea, ci si imbatteva con gli amici
19> RAFFAELLO MORGHEN e ALBERTO M. GHISALBERTI, Luigi Salvatorelli* in Celebrazioni Lincee, 93 , Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 1976, p. 12; per De Lollis, A. M. GHISALBERTI, La laurea a honoris causa a Gabriele d'Annunzio, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LIV (1967), pp. 624*627; FRANCESCO GABRIELI, II professore in trincea, in Tra Mimnermo e Solone, Pagine stravaganti di un arabista, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1968, pp. 305-309. Veti, l'accenno del 21 dicembre 1917 a De Lollis in GASPAROTTO, op. cit., p. 213.
2) in memoria di Amerigo Rotellini. S. Paolo (Brasile), 2 maggio 1894-Altipiano della Bainsizza, 26 agosto 1917, Roma, Garroni, 1918, p. 216, 144.