Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1977>   pagina <331>
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Divagazioni sulla Grande Guerra
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Per quello che riguarda l'Italia, pur prendendo doverosamente atto di quanto sostiene Pierre Renouvin, io torno a insistere sulla mia diversa inter­pretazione delle cause reali di Caporetto: la stanchezza dei soldati, sia per i troppi continui sforzi loro richiesti e l'inadeguatezza dei risultati raggiunti, sia per l'antiquata severità del regime disciplinare, che colpiva con fucilazioni, esecuzioni sommarie, decimazioni, colpevoli, ma, spesso, anche innocenti; il distacco già accennato fra l'Italia al fronte e quella in paese tormentata dalle preoccupazioni economiche e alimentari, la scarsa comprensione degli alleati e, particolarmente, della Francia, per le nostre difficoltà e i nostri sacrifici.325 Ho già detto che non sono mai stato convinto di una efficacia fondamentale della propaganda sulle masse, pur non escludendo, bene inteso, che possa avere agito su individui singoli e su qualche piccolo gruppo. Poiché, ripeto, non intendo ricostruire qui la mia relazione di Grenoble, mi basterà ricordare che Duroselle, in un suo intervento, mi ha dato ragione:
On a condii dans presque tous Ies rapports quc cette propagande n'a guère eu de succès. Quelle est la portée de la propagande? Elle s'adresse souvent à des groupes ayant des positions clairement définies. Sì elle va dans le sens de leurs options, elle les épaule. Si elle va à leur encontre, elle échoue et elle est refusée.
Anche più esplicito l'intervento di Vigezzi sulla relazione e sulle osservazioni di Duroselle. Egli accetta la mia tesi centrale:
da ima parte v'è la propaganda, dall'altra c'è la guerra combattuta. E la propaganda nelle sue varie forme non riesce ad avere grossi effetti presso i soldati. La tesi mi pare impor­tante, e potrebbe essere sviluppata, sino a spiegare utilmente taluni aspetti generali della si­tuazione italiana. Lungo gli anni di guerra, mi pare, in Italia ancora più che in Francia si vengono a formare due mondi: il fronte militare e il fronte interno, l'esercito e la vita poli­tica nel suo complesso. Omodeo, in particolare, l'ha sottolineato con forza, credo a ragione. Nel 1918-'19 (sic), così l'esercito in Italia è, in larga misura, un corpo separato rispetto ai partiti. Con tutte le conseguenze immaginabili.33)
diserzioni, sul fronte francese, salivano dalle 509 del 1914, alle 2455 del '15, 8924 del '16, 21.171 dell'année trouble, con in più 4650 abbandoni di posto, a È impossibile scrive Ca­blati dare la cifra delle condanne a morte, perché parecchie volte si fece ricorso alle decimazioni , ivi, p. 190.
32> ENZO FORCELLA-ALBERTO MONTICONE, Plotone d'esecuzione. I processi della prima guerra mondiale, Bari, Laterza, 1968; A. MONTICONE, H regime penale nell'esercito italiano durante la prima guerra mondiale, in Gli Italiani in uniforme eh., pp. 185-308. Per le decimazioni, scriverà Alessi, nel giugno 1917, passando per Santa Maria La Longa, il luogo dove si eseguivano: questo provvedimento è atróce... L'umano ha dei limiti che non pos­sono essere valicati senza che la giustizia cessi di essere giustizia e si trasformi in dirtto , ALESSI, op. cit.t pp. 68-69. Sui rapporti italo-francesi ved. PIERRE CU IR AL, Variations de l'opinion franqaise à Végard de l'Italie de 1915 à 1918, in Atti Grenoble. Qualcuno dei più anziani riviveva, forse, l'amarezza antica di Carducci: noi cresciuti al tuo libero splendore noi che t'amammo, o Francia .
33) Atti Grenoble, pp. 276, 278. Mi era parso, evidentemente a torto, di avere accen­nato sufficientemente a Bruni cardi, Cavallini, d'Adda e ai loro rapporti con CaiLlaux e Bolo Pascià, ma i due notevoli e precisi interventi di Bariety e di Kupfermann hanno sanato la mia insufficienza, ivi, pp. 267-270. Utile, in ogni caso, per Adolfo Brunicardi, BRUNO ANATRA, in Dizionario biografico degli Italiani, Roma, 1972, voi. XIV, sub voce, e, su tutta la vicenda, ALESSI, op. eh., pp. 110*120.