Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1977>   pagina <332>
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332 Alberto M. Ghisalberti
Non avevano bisogno di propaganda, in Benso opposto, né il disertore sua sponte Francesco Misiano, né il... comandante dei moli della 964a Fiat, che sentirà il bisogno di scrivermi dalle rovine di Zenson, durante una mia licenza, una cartolina in franchigia , che conservo come una preziosa reliquia: Signor Capitano, io e i muli stiamo bene. Caporale Benintende Serafino . Dio ti benedica, se sei ancora al mondo, fratello, e con te tutti i tuoi compagni che avete voluto bene a quello studente universitario fuori corso cui erano toccati la fortuna e l'onore di comandarvi. Ed eravate un preciso specchio del­l'esercito operante su quel fronte di montagne tremende a viverci, a combat­terci e a morirci, e su quel Carso che, almeno, se non gli alleati, qualche nostro valoroso avversario confermava spietato.
Uno che, certamente, non aveva bisogno di propaganda, ma, piuttosto, la praticava con l'esempio, in terra, sul mare, per aria, era Gabriele d'Annunzio, che padre Semeria definiva acutamente non un regolare della guerra, ma un irregolare del pericolo. Ricordate l'accenno di Romain Rolland, quando seppe che, il 19 giugno 1915, il poeta era stato nominato tenente di complemento nei lancieri Novara? In questo, per lo meno, egli si mostra superiore ai Barrès, Daudet e altri eroi del patriottismo, che si contentano di far combattere gli altri . E l'apprezzamento di d'Annunzio e di Seippel perché mettono a repentaglio nella partita la loro stessa vita rinnoverà il 16 ottobre 1918, anche se temperato dalla umanitaria riserva non ci vedrei alcun inconveniente, se non mettessero a repentaglio la vita di altri uomini, per i quali la partita non ha alcun interesse . Quel Poete et lieutenant faceva spicco in una deli­ziosa caricatura della prima pagina di Le cri de Paris del 5 settembre 1915, che, sotto il titolo Vers le beau Danuble bleu lo raffigura mentre sorvola i monti su un cavallo alato, impugnando con la destra la lancia e tenendo la lira con la sinistra.
Colui che Guy Tosi rievocherà in un felice profilo più tardi come l'artisan et le prophète de l'intervention italienne non avrà davvero bisogno di incitamenti per schierarsi dalla parte di colei che, nelle Canzoni della gesta d'oltremare, aveva salutato o dolce Francia, o unica sorella . Nella Licenza della Leda senza cigno, scritta a Venezia nel giugno 1916 e dedicata alla moglie del suo grande amico Marcel Boulenger, rivive con cuore fraterno l'angoscia dell'immediata vigilia della guerra.
... Vi sovviene ancora, o Chiaroviso, di quel giorno d'estate acerbo e torbido come un meriggio di primavera immatura? Era l'ultimo spettacolo della vita leggera. ...Era l'ultimo gioco dei nostri oziì e della nostra pace . Quel 27 luglio del 1914 il poeta era ospite dei Boulenger, la cui casa sorgeva proprio sull'ippodromo quasi deserto , ove si svolgeva una gara di galoppo per puledri nella prateria liscia nel paese di Silvia l'Italiana , Chantilly. Il senso della gravità dell'ora dominava anche la conversazione. Lasciavamo freddare l'ar­guzia nella bocca e la bevanda nella tazza. Il nemico non era soltanto al confine ma su quella soglia. La soglia della casa e il confine della patria erano una sola santità che poteva essere profanata. Bisognava sorgere e eombttere . s.
3*> -ROMAIN ROLLAND. Diario degli anni di guerra 1914-1919. Note e documenti per lo studio della storia morale dell'Europa odierna. Prefazione di Guido Fiovene, Milano-Firenze, Parenti editore, 1930, voi. I, p. 441, voi. II, p. 583.
35> GifY Tosi, La vie et la rote de D'Annunzio en Franca au débiti de la Grande Guerre (1914-1915), Paris, Presses Universi taires do France, Florence, G. C. Sansoni, 1961; La Leda senza cigno. Racconto di GABRIELE D'ANNUNZIO, seguito da una Licenza, Milano, Fra-