Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1977>   pagina <333>
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Divagazioni sulla Grande Guerra 333
Anche se troppo difficile per gli animi semplici dei soldati e non sempre apprezzata per l'eccessiva raffinatezza dai signori ufficiali , quella dei di­scorsi, e degli scritti (compresa La riscossa in cui raccolse le orazioni prò* nunciate dopo Caporctto), innegabile fu l'efficacia di propaganda delle gesta compiute dal poeta, come la beffa di Buccari e il volo su Vienna. E non solo sui nostri.
Propaganda anch'esso il richiamo di quel piccolo gruppo di cecoslovacchi, capitanati da un dottor Giuseppe Wurm, chimico di Praga, che, come ricordo nel mio diarietto, nell'agosto 1918, scendeva sul tratto di greto del Piave affi­dato al mio battaglione, a cantare i canti della loro terra. Non tutte le notti, ma abbastanza spesso, vedevamo sorgere dall'acqua un loro compatriota che aveva sfidato con tutti i suoi pesanti panni addosso l'insidia del fiume e le rabbiose raffiche delle sentinelle austriache, quando se ne accorgevano.36)
Per certi aspetti della propaganda tedesca prima del nostro ingresso in guerra di grande interesse e di sicura documentazione sono le pagine che ha dedicato Monticone ai tentativi del Governo di Berlino di assicurarsi l'appoggio, pagato, di alcuni giornali italiani.37) Per quanto riguarda, direttamente o indi­rettamente, la Francia rinvio alle interessanti comunicazioni di J. Gadille, C. Pinzani, S. Mastellone, J. P. Viallet, A. Kupferman, J. C. Allain, collegate alla mia relazione, e ai successivi interventi nella discussione.38
L'incrociarsi delle voci , delle accuse, del pessimismo, pesava sugli spi­riti e ci voleva molta forza d'animo per reagire. Se riapro quel ricordato dia­rietto vi trovo la notizia, il 15 novembre 1917, di una ricognizione della linea del Bacchigliene (Montegaldella-Saccolongo) in vista della eventuale costitu­zione di un campo trincerato intorno a Padova. La guidava il comandante della 53a Divisione (quella che era stata del generale Gonzaga, due volte medaglia d'oro), generale Emanuele Del Prà. C'erano generali e colonnelli e un povero tenente mitragliere, da Caporetto fino a quel giorno comandante interinale del 3 battaglione del 271, presunto competente in fatto di impiego di quelle armi delle quali solo Guido da Verona potrà dire: Oggi cantano le belle mitragliatrici . Umile fra tante greche e camposantini da ufficiali supe­riori, se ne stava quieto quieto in fondo alla tavola sulla quale si consumava il pranzo offertoci dal divisionario. I pezzi grossi parlavano degli eventi recenti, senza curarsi dell'unico subalterno presente. H quale strabiliò udendo all'im­provviso esplodere la voce di Del Prà: Capello ha marcato visita come un caporale! E tutte le greche e i camposantini affrettarsi a fargli capire che erano d'accordo. Anche se, prima del 24 ottobre, avevano fatto a gara a dire Signorsì ad ogni ordine dell'ex comandante della II armata. In realtà, anche se l'uomo non riusciva sempre simpatico, Capello era stato uno dei più intelligenti e capaci nostri comandanti di grandi unità. Quanto all'accusa di
telli Treves editori, 1916. voi. II, pp. 163, 166, 176-177. L'esemplare ancora in mio possesso mi raggiunse a San Giovanni di Marnano il 22 settembre 1917, nei pressi di Dolegnano, ove ci eravamo accampati dicioito giorni prima e ohe lasceremo il 4 ottobre per Racchiuso nei pressi di Faedis.
3 Ved. DE CAMELIE, op. cit., p. 151. Per questa propaganda czeca, anche GASPAROTTO, Rapsodie, cit., pp. 268-264.
37) A. MONTICONE, La Germania e la neutralità italiana: 1914*1915, Bologna, Casa Edi­trice Il Mulino, 1971. Nel 2 capitolo, Propaganda e diplomazia, pp. 83-152, preziose notizie su giornalisti e personaggi politici più o meno compromessi in equivoci rapporti.
38; Atti Grenoble, pp. 239-266, 267-268.