Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1977>   pagina <334>
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Alberto M, Ghisalberù
aver marcato visita si trattava di autentica calunnia, perché egli soffriva realmente di una grave forma di nefrite. Ma non sarà soltanto opinione del generale Del Prà. Rino Alessi aveva addirittura scritto il 26 ottobre al suo direttore: Capello si è dato ammalato ed è scappato a Verona. Cadorna è fuori della grazia di Dio. Io non mi sono mai ingannato nel giudicare la " moralità " di Capello .39) Alcuni mesi prima, però, aveva fatto suo il giu­dizio positivo di Cadorna, che, pur definendolo un lestofante, lo ricono­sceva abile ed energico e sa ispirar fiducia a tutti , tanto che decideva di affidargli con tre Corpi d'armata il Comando della Zona di Gorizia: ben la conosce e vi si è illustrato . w> Ma il personaggio era ingombrante e ambizioso e ci teneva, giovandosi abilmente anche di quella piccola corte di intellettuali e di giornalisti che lo circondava, a mettersi in primo piano, eccitando così le critiche e il rancore altrui.
Da noi scriverà 1*11 settembre Barzini ad Albertini vi è il Capellismo. Si dice che è il genio di Capello, l'abilità di Capello, l'energia di Capello, che hanno trionfato. Im­becilli! Capello ba bene eseguito, con molti errori, e impagliandosi alla fine nell'assurda lotta del S. Gabriele, che ci riporta ai sistemi fatali del S. Michele...
E lo definiva ciarliero, maldicente, intrigante e megalomane, generale italiano del vecchio stampo .41)
Ma lasciamo da parte Capello e rievochiamo, con l'aiuto di una rapida nota di quei giorni un'altra ben diversa scena.
All'indomani di quel pranzo, era venerdì, rivedevo il generale Del Prà in un'aula delle scuole elementari di Barbarano Vicentino a un Rapporto ufficiali . E i superstiti della Bainsizza e della ritirata, sbalorditi e angosciati ascoltavano un discorso nel quale si affermava come il ricordato parroco di quel ridente paesino * che la colpa di Caporetto era tutta degli ufficiali, con l'aperta minaccia: Se nella mia Divisione dovessi alzare la forca, la farei alzare! . Uscito il divisionario, il colonnello Luigi Perego, comandante del 271 (lo stesso che qualche giorno prima aveva raccolto in un'altra saletta scolastica a Grantorto i non molti ufficiali del reggimento scampati alla cata­strofe e, davanti alla bandiera portata dal tenente d'amministrazione, un sici­liano di buona razza, Silvestro Simili, ci aveva fatto rinnovare il giuramento di prima nomina ) ci chiese scusa per le parole udite. Per quel colonnello, che farà sostituire il ritornello del segnale di reggimento con quello dell'inno
39) ALESSI, op. cit,, p. 141 (26 ottobre); due giorni dopo rincarerà la dose: a Capello ha fatto 31 " porco ". La storia giudicherà questo vanesio che ha " marcato visita " nel mo­mento culminante della lotta , ivi, p. 146. Eppure, il 13, aveva scritto: a II Capello è indi­sposto da qualche giorno. Il comando è passato interinalmente al generale Montuori. Il Ca­pello non ha abbandonato però la sua residenza , ivi, p. 130.
3 LUIGI CADORNA, Lettere famigliari, a cura di Raffaele Cadorna, Milano, Mondadori, 1967, p. 191. Lo stesso giorno, 2 marzo, Alessi, accennando all'intenzione di Cadorna di sostituire a Piacentini Capello, affermava che pur tra i molti difetti, è sempre uno dei nostri jmigliori comandanti di Corpo d'armata, op. cti., p. 40; e il 30 agosto Mi sono trovato spesso con lui. È un uomo di una simpatia eccezionale; però ha un difetto: quello di vedere troppo roseo e di svalutare, presso tutti coloro che lo avvicinarono, il Comando Supremo , vi, p. 106. Anche per Luigi Attilio Capello, ved. l'equilibrato profilo di G. ROCRAT, in Dino* narìo biografico ecc. cit., voi. 18, sub voce.
41) ALBERTINI, Epistolario eco cit., voi. II, p. 761.