Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1977>   pagina <335>
immagine non disponibile

Divagazioni sulla Grande Guerra 335
di Garibaldi: Va fuori d'Italia, va fuori ch'è l'ora, - fa fuori d'Italia, va fuori, stranieri , ci saremmo fatti ammazzare.43)
D'accordo, qualcuno che non ci si sia trovato potrà sorridere e mormorare, cercando di non farsene accorgere dal vecchio narratore: Retorica! . Figu­riamoci se fosse stato accanto a chi, impossibilitato a difendere più a lungo, il 18 giugno 1918, il caposaldo Villano va sul Meolo, tenuto da un reparto del 272 fanteria, ma comandato, perché più anziano, da un capitano del 271, avesse ricevuto dal tenente colonnello Fantoni del 272, succeduto al tenente colon* nello Anchisi caduto sul campo durante la ritirata, questo ordine: Ripiegare col nome santo d'Italia sulle labbra! Nessuno sorrise allora, e non per timore dei minacciosi lanciafiamme del nemico irrompente: chi scriveva e chi riceveva l'ordine credeva sul serio, allora, alla santità di quel nome.43>
Se non ricordo male, ero allora un ragazzino , quando d'Annunzio lesse a Roma a un gruppo di giornalisti e letterati La Nave, Ugo Ojetti sul Corriere della Sera scrisse un articolo che cominciava: C'eravamo tutti... . Sì, in un modo o nell'altro, sul palcoscenico della guerra 1915-1918 c'eravamo tutti. C'era mio padre, che a un mio accenno (come ho detto non so dove, io, in quel momento, nazionalisteggiavo alquanto) sulla possibilità di intervenire, come era stato preso in considerazione, l'espace d'un matin, dall'Associazione nazionalista, accanto ai nostri alleati, prorompeva: E tu, mio figlio, combat­teresti a fianco degli Austriaci? . A chi, bambino, li aveva visti uscire da Venezia nel 1866, una idea simile sonava come una bestemmia.
Fra quei tutti di cui prima s'è detto, ciascuno a suo modo, c'era anche l'onorevole Giovannelli, che, il 21 maggio 1915, aveva confessato a Giolitti:
Ieri sera non ebbi più il coraggio di scrìverti. Mi pareva di essermi macchiato di un delitto votando i pieni poteri come fecero quasi tutti gli amici. Eppure cosa fare di contrario e di diverso? A nulla si sarebbe riusciti se non a farci lapidare colle selci delle vie di
Roma! ")
Fedele eopia di don Abbondio, anche l'onorevole Giovannelli pensava che il coraggio uno non se lo può dare, ma, ho scritto altra volta, egli non igno­rava che il voto del 20 maggio per la concessione al Governo dei pieni poteri in caso di guerra aveva registrato, accanto ai 407 sì, 74 no e 1 astenuto .45) Cera stata, è vero, qualche tempo prima, la deplorevole caricatura di Oppo raffigurante di schiena Giolitti legato a cavalcioni d'una sedia sotto la scritta Fuoco! , ma io penso come quel tenente colonnello di cavalleria, il richiamato lombardo conte Carlo Fontana, vennto a comandare il 3 battaglione del 271 dopo la vittoria del giugno 1918 : La paura? l'abbiamo tutti, caro capitano. È questione d'educazione: la persona bene educata non la fa vedere... .
42) Ved, A. M. GHISALBERTI, in UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA, Celebrazione del 50 anniversario dell'intervento dell'Italia nella prima guerra mondiale (Aula Magna 25 maggio 1965J, estr. da Annuario dell'Università di Padova per l'anno accademico 1964' 1965, pp. 12-13.
43} GuiSALBERTI, L'ultimo anno ecc. cit., p. 19. Il tenente colonnello Giulio Fantoni aveva prima assunto il comando del 273, dopo la morte sulla Bainsizza del suo collega Bom-pard.
**} Dalle carte di GIOVANNI GIOLITTI. Quarantanni di politica italiana. Documenti ine­diti ... a cura di C. Pavone, Milano, Feltrinelli, 1962, voi. Ili, p. 174.
*) GBISALBERTI, L'ultimo anno ecc. cit., p. 12.