Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1977
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pagina
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339
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Divagazioni sulla Grande Guerra 339
umanità. Anche per questo fu un drammtico salutare lavacro per molti di noi Caporetto. Non erano gli altri che avevano torto, a ripensarci oggi; eravamo noi che non riuscivamo a farci capire. Nei regolamenti militari non era imposto il dovere della cultura; si capisce che chi ne aveva consuetudine antica non potesse rinunciare, nonostante i disagi, le sofferenze, i pericoli, a leggere, a leggere molto, non solo sotto la tenda o il baracchino, ma nelle stesse trincee. Lo attestano le lettere di molti caduti: basti per tutte la testimonianza di Amerigo Rotel-lini. Forse quell'astensione di simpatia, quel disagio spirituale interno erano anch'essi aspetti dell'annue trouble.
Nell'estate del 1925, la destinataria delle Confessioni a Giulia mi volle compagno, a Firenze, in una visita alla mamma di Giosuè Borsi. Quando la signora Diana mi fece entrare nella stanza del suo figliolo, mutata dal suo amore e dal suo dolore in un sacrario, nel vedere accanto alla divisa insanguinata il Dante minuscolo Hoepliano che egli stava leggendo poco prima di rimanere mortalmente ferito, il 10 novembre 1915, nell'espugnazione di Zagora, non potei non pensare a quanti altri hanno avuto la sorte, o avrebbero potuto averla, di trovar conforto nei versi di Dante.495
Era nella tradizione risorgimentale: tanti anni prima, Garibaldi declamava a memoria canti della Divina Commedia , uno dei suoi Cacciatori delle Alpi , Giacomo Battaglia, caduto a San Fermo nel '59, aveva con sé il poema dantesco e, l'anno dopo, Ippolito Nievo ne trascinava negli abissi del Tirreno un altro esemplare.
Quale capacità e possibilità di propaganda sulle truppe delle due parti (da noi anche durante il severo regime cadorniano) credete potessero avere i manifestini, lanciati da trincea a trincea o fatti piovere dagli aerei, eccitanti ad adoperarsi per la fine della guerra o, addirittura, alla diserzione? Anche il neutralista di ieri, che sentiva punteggiata quella prosa dal passaggio di qualche proiettile da 152, dal ta-pun del cecchino o dalla sventagliata di una Schwarz-lose, si toccava le stellette e ci rideva su.
Come sempre accadrà, superati l'angoscia di ieri, l'arruffio della prima sistemazione sulle nuove linee, qualche sbandamento e cedimento iniziale, gli uomini saranno rifatti nuovi dal ricordo amaro di Caporetto e dalla esasperata rabbia di voler tornare ad essere quelli dell'Altipiano, di Gorizia e della Bainsizza.
Qualche incertezza, anche in gennaio ci fu e qualche flessione, come quella della Verona ricordata dall'Alessi, il quale, però, affermerà al suo direttore una grande verità:
Gli Italiani in guerra almeno per l'esperienza che ne ho fatto sono la gente più mutevole e incomprensibile del mondo. Può darsi che ai primi segni della offensiva avversaria gli spiriti trovino una volontà comune. Ciò è avvenuto di frequente. Ragione per cui, mentre io non le taccio le cose ingrate che mi risultano, ho una discreta fiducia che gli avvenimenti non saranno così ingrati come sull'Isonzo.505
E se ne avrà la dimostrazione a giugno sul Piave. Lo si vedrà, intanto, dalla sempre più indifferente attenzione alla mutata propaganda manifestinica del-
49) Ivi, p. 443, e per certa lettura txincercsca del Ritratto di Dorimi Gray, di Oscar Wilde, ivi, p. 442.
W ALESSI, op. cit.t p. 207.