Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1977>   pagina <342>
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Alberto M. Ghisalberti
vano come tutti i fronti potessero offrire spiacevoli sorprese. Noi avevamo avuto Cadorna, loro Nivelle-le-Niveleur.: il primo, però, moralmente restava in sella.
Ma, poco dopo, non sarà mancato chi avrà avuto un momento di trepida­zione, subito seguito da un'ondata di entusiasmo, allo stesso modo del capitano De Lollis: 15 a mattina. So da Baldini che gli Austriaci ci attaccano su tutta la fronte dell'Armata. Si riarde un po'... Parecchie nostre batterie prese. Ma, per Dio! le riprenderemo. Non le potranno mica far volare per acqua... . 55)
L'eccellente articolo del generale Mondini, Le operazioni militari con par­ticolare riguardo al fronte italiano, nel volume miscellaneo pubblicato a Trento nel 1970, e la precisa relazione di Grenoble, Novembre 1918: Italia contro Ger­mania, mi dispensano dal trattenermi sull'anno della Vittoria.5fi) Soprattutto per alcuni argomenti essenziali, come quello dell'importanza agli occhi dell'Alto Co­mando francese del fronte italiano, su cui insistono particolarmente il rap-port di Duroselle e l'intervento di Guy Pedroncini, importanza non mai esattamente valutata. Forse, come afferma Pedroncini, le Haut-Commandement franeais en chargeant Paxe de la guerre, eut peut-ètre fini par intégrer le front italien au front Occidental, à lier les stratégies frangaises et italiennes. Et dans ce cas une victoire continentale franco-italienne aurait sans doute permis d'équi-librer la victoire des puissances maritimes, Angleterre et Etats-Unis, et par l'acquisition de gages politiques de signer une paix qui eiìt entrainé moins de déceptions en Italie et en France . Pienamente d'accordo, ma il peut-ètre è rimasto peut-ètre Quanto agli Stati Uniti, l'interessantissimo intervento di An­dré Kaspi, non consente neppure il sogno di un peut-ètre. Gli Stati Uniti sono rimasti sordi alle istanze italiane tendenti a mettere in rilievo il significato posi-tivo di una presenza americana sul nostro fronte sia presso il popolo, sia in linea, che avrebbe soddisfatto l'amor proprio di une nation qui épreuve le sen-timent d'étre moins bien traitée que la France . San Marco, per forza! si diceva un tempo : gli Stati Uniti non hanno mai pensato nemmeno nell'ultima guerra ad attribuire un'importaza decisiva al fronte italiano, sul quale, quindi, si limiteranno a fare atto di presenza con un reggimento. Il baiocco del povero, avrebbero detto nella Roma Papale.5
Mondini ha esaminato a fondo, sia pure da un altro osservatorio la questione dell'Alto Comando, punto dolente di ogni guerra di coalizione , giovandosi di utile materiale sconosciuto o mal conosciuto. Ed ha anche cortesemente cor­retto una inesattezza del prof. Pedroncini in merito alla tenuta del 2 Corpo
M) Ved. per la percée, FAYOLLE, op. cit., pp. 260-281, per le désastre, ivi, pp. 276-281. Ved. l'accenno di Rino Alessi due giorni dopo l'inizio della battaglia del 15 giugno: <c Co­munque l'esito delle prime giornate ha superato ogni previsione. Siamo tutti molto contenti perché il w fugano " tipo Caporetto e tipo V Armata inglese (checché si dica) non è avvenuto da nessuna parte . Ved. sulle offensive tedesche della primavera del 1918 la buona ricostru­zione di CABLITI, op. cit., pp. 205-223.
55) DE LOLLIS, Taccuino cit., p. 81. Cinque giorni dopo il severo maestro potrà esul­tare: Bei giorni. Vittoria! Gli Austriaci si sono battuti bene. Meglio però i nostri , ivi, p. 84.
5 LUIGI MONDINI in Da Vaporano a Vittorio Veneto cit., pp. 63-100; In. in Atti Gre­noble cit., pp. 594-608.
57) Ani Grenoble cit., pp. 574-575.
58) Atti Grenoble cit., pp. 578-598. Ved. PERSHINC, op. cit., pp. 304-305, dove non regge l'affermazione che dopo Caporetto, l'Esercito italiano era stato probabilmente sal­vato dal pronto invio di truppe francesi ed inglesi .