Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1977
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344
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Alberto M. GhUalberti
maledetto Sleme che era a scender peggio che in salita , come ho scritto in più tarde terzine. Cammina, bestemmia, bestemmia, cammina, s'arrivò, finalmente a un meritato altt al primo burrone di Kern. E lì, come ci fossimo dati appunta mento, dalla vetta un'altra megafonata: Italiani, buon anno! e giù una scarica di fucilate... Nella mia compagnia avevo il più bel campionario alto italiano possibile, è facile, quindi, farsi un'idea di che accozzaglia di bestemmie dialettali sia venuta fuori dalle bocche di quelli che le madrine e qualche giornaletto senti mentale chiamavano i nostri soldatini ...
Ma torniamo ai generali. Ho accennato a De Albertis, ma debbo dire che tutta la mia simpatia e il mio commosso ricordo (ma non soltanto mia e mio, perché tutti lo abbiamo ammirato e amato) vanno a Luigi Amante, il creatore e l'animatore della Potenza, che pochi giorni dopo averla messa al mondo, doveva portarla alla drammatica prova della Bainsizza, che non fu uno zuccherino da lattanti. Vi immaginate cosa vuol dire manovrare e combattere una massa raccogliticcia di soldati provenienti da settori diversi, da diverse usanze e, ahimè, da diverse solidità? Tre reggimenti, con nove compagnie mitraglieri assegnate, provvisoriamente, alla brigata, fante de mieux. Ebbene, a questo generale arrivano all'improvviso altre nove compagnie mitraglieri, uscite fresche, fresche dalla università bresciana della mitragliatrice comandata dall'onnipotente colonnello De Tullio. Tutto nuovo, dai muli (i miei erano cinesi), sostegno primo di quel tipo di aggeggi, alle armi, dagli ufficiali, licenziati dalla scuola con qualifica di ottimo, ai mitraglieri. Come dice Pascarella?
Vedi noi? Mo noi starno a fa' bardoria: IN un ce se pensa e starno all'osteria; Ma invece starno tutti ne la storia .
E così noi. De Tullio, che aveva un caratterino mica male, avrebbe dovuto assegnare quelle nove compagnie ai capitani meglio classificati e invece... Invece litigò, non so per qual ragione, con i tre filetti e affidò le compagnie a noi. Non solo, ma ci fece comunicare che saremmo andati a costituire la Scuola Mitraglia* trici Ovest a Barbarano Vicentino, dove avevo parenti in villa e, ahimé, dove, come sapete già, tornerò dopo Caporetto. Due giorni dopo eravamo a Barbarano, lietamente accolti dal tenente colonnello Monti, già vicecomandante della Scuola, e, siccome non eravamo tante repliche degli eroi di Plutarco, dispostissimi a un po' d'imboscamento. Ma all'indomani, un telegramma ci spediva sulla Bainsizza alla Potenza, Di quel viaggio non ho ricordi precisi, so solo che in un ufficio di commissariato a Cividale, ho dato del tu a un tenente d'amministrazione triestino, già campione mondiale di lotta greco-romana, Giovanni Raicevic... Ma lasciamo il Natisone e la pianura e saliamo sulla Bainsizza per presentarci al gene rale. Il quale prima ci fa attendere per una discussione col suo aiutante di campo, al quale, davanti ai nove tenenti allibiti, grida: Capitano, Lei è un gran testa... . È vero che ad essere paragonati a un asino d'Omero, diceva Carducci, era grande onore, ma lo stesso poeta riconosceva altrove quelli son tempi antichi che non ritornan più . Terminato l'intimo colloquio fra i due, Amantea identifica i nove spettatori, affida al più anziano il compito di accompagnare le compagnie in un certo vallone e mi ordina di seguirlo durante la battaglia. Se avrò bisogno delle nuove compagnie, lo manderò a chiamarle. Accidenti! che uomo pensai subito avere a disposizione questa fresca riserva di fuoco e non bruciarla subito in prima linea! . Così conobbi il generale Amantea e, accanto a lui, seguii