Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1977>   pagina <347>
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Divagazioni sulla Grande Guerra
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Perché ci lasciate, perché? e a quella della gioia radiosa con la quale ci accolsero le loro sorelle di Oderzo il 31 ottobre dell'anno dopo. È giusto ricordarle. Da Caporetto al Piave (anche Vittorio Veneto, magnifico mazzo di fiori offerto alla Madre Italia al termine della lunga sofferenza, è Piave) gli ultimi due hanno vissuto con noi, soldati d'ogni classe e grado, quella che, diciamolo sotto­voce, è stata l'epopea dell'esercito e del popolo italiano. Perché i popoli hanno non solo i governi, ma anche gli eserciti che si meritano. Quello di Caporetto è stato un certo popolo italiano, quello del Piave un altro. Che era, poi in fondo, lo stesso di prima, ma ravveduto e conscio dei suoi doveri e delle sue responsa­bilità. Ma, dirò anch'io, e non saprei meglio concludere, come un fraterno più giovane amico che aveva appena undici anni quando io passeggiavo tra Sleme, Mrzli, Vodil:
Non questa politica mi interessa ora, bensì quei lontani anni della mia adolescenza, quando l'Italia combatté con più onore e fortuna quella che fu detta l'ultima sua guerra del Risorgimento. Metteteci tutti i grani di sale che volete, un'intera saliera occorrendo: resta il fatto che i migliori suoi figli, a torto o a ragione, la sentirono come tale, e si comportarono in conseguenza, e con quella fede e quello spirito morirono. Questo mi basta per distinguerla da tutto ciò che è venuto dopo, e che per esso, nella estrema distretta, a quello spirito ha ancora voluto richiamarsi, come all'unico valore incrollabile (piaccia o no all'amico Mack Smith) nella moderna storia del nostro paese. **)
ALBERTO M. GHISALBERTI
**) FRANCESCO GABRIELI, Uomini e volti di Puglia, Gelatina, Congedo editore, 1974, p. 160.