Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1977>   pagina <348>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
h I FONDI ARCHIVISTICI DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
XLI: ALCUNE CARTE DI ETTORE FERRARI
Parecchi anni fa. la golosità di un padrone di casa ha portato a risultati archivistici insperati. Era tornata dalla spesa la cameriera. Sarà huono il pro­sciutto? Andiamo a vedere... Così Mario Menghini scoprì che il salumiere aveva comperato da uno stracciarolo tutto l'archivio della Legazione dei Paesi Bassi presso la Santa Sede, quell'archivio che fa bella mostra di sé in volumi rilegati in pergamena sotto le grate della sala di consultazione in cima al Vittoriano. Ma altri documenti dello stesso archivio, un po' guasti, sono stati ordinati nelle buste, al riparo da sguardi indiscreti; il salumiere di cui sopra aveva, infatti, già intac­cato un volume.
Si trattava, evidentemente, di qualcuno che se ne era disfatto dopo una qua­rantina d'anni, perché la Legazione era stata chiusa, conseguenza del 20 settem­bre, nel 1874. Oggi che l'Italia sembra più civile, le cose dovrebbero andare diversamente. Invece, io sono qui a descrivere questo spezzone di carte di Ettore Ferrari e a tessere le lodi di uno stracciarolo. Dovremo dar ragione a chi sostiene che la borghesia è veramente in declino e che il popolo emergente racchiude in sé le forze vive della nostra società? Certo si è che è stato deciso da chi non so e preferisco non saperlo di sgomberare lo studio di scultore di Ettore Fer­rari. Uscite le opere d'arte, si è chiamato uno stracciarolo, Salvatore Fadda, il quale si è portato via annate rilegate di giornali (queste sono andate al macero) e altre cartacce. Nelle troppo lunghe serate, nel suo alloggio che forse merite­rebbe di essere definito in altro modo, dalla descrizione che ce ne ha fatto il vicedirettore nel nostro Museo, dott. Alberto M. Arpino, ha pensato di guardare quelle buste gialle su cui Ettore Ferrari aveva scritto Cavallotti, Bovio, Nathan ecc. Che ci fosse la segreta speranza di guadagnare di più è certo, ma è anche certo che quella speranza ha avuto il risultato di non distruggere queste carte. Anche a noi resta una speranza, quella che il grosso dell'archivio sia saldamente in mano a chi di diritto e solo una distrazione abbia permesso la dispersione.
Perché di dispersione si deve parlare. Sembra che alcune lettere siano state comperate da Ruggero Orlando; altri documenti tramite Giulio Onesti sono arrivati al Partito Repubblicano Italiano che si è affrettato a pubblicarne Vindice nel suo Archivio trimestrale.1} Oggi io parlo delle due buste (962-963) che raccolgono la parte più consistente del fondo e che sono state acquistate dal Museo centrale.
Ettore Ferrari 2) ebbe attività multiforme, in politica, nel campo artistico, in
1) P[AOLO] U[NGÀBI], // fondo Ferrari presso il P.R.L e un manifesto Repubblicano al Paese del 1925, in Archivio trimestrale, n. 1 (febbraio 1975), pp. 107-118.
2) Che io sappia non. esiste nessuno studio specifico sul Ferrari e tantomeno sul Fer­rari come uomo politico. Bisogna ricorrere, quindi, alle voci sulle Enciclopedie o ai volumi sulla realtà politica di fine secolo, nei quali viene variamente, ma sempre brevemente, citato. Ricordiamo per tutte la voce di AnouiNO Co LA SANTI msWEnciclopedia italiana, voi. XV, pp. 52-53.