Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1977
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349
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Alcune carte di Ettore Ferrari
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massoneria; bene o male abbiamo qualche testimonianza di ogni settore. Co-minciamo dalla politica.
Le dodici lettere di Felice Cavallotti (1890-1894) trattano dell'organizzazione, anche finanziaria, del partito. Il 3 settembre 1892 dichiara: Sono meno ambizioso, caro Ettore, e più devoto alli interessi pratici del partito, di quello che si vuol farmi . Rispondendo, evidentemente, a critiche che giungono dalla base, il 19 ottobre 1894, si giustifica (come lo capisco se penso alle sedute di Facoltà che ci ha donato la odierna situazione universitaria!): Non amo nelle cose chiare le discussioni lunghe e sai che sono un poco autoritario, avendone preso il vizio da Crispi . Scherzava, l'uomo della questione morale, per convincere Ferrari a ripresentarsi come candidato.
A Cavallotti si riferiscono anche alcune delle quindici lettere e due telegrammi spediti da Giovanni Bovio tra il 1885 e il 1902. Scriveva, infatti, il 2 dicembre 1890:
Ogni proposta a diminuzione di Cavallotti sarebbe sempre ingiusta, ma oggi sarebbe impolitica, cioè a tutto vantaggio del Governo. Se mi eleggeste capo a unanimità di voti, compreso quello di Cavallotti, risolutamente e pubblicamente, rifiuterei. Respingerei un errore gravissimo.
Bisogna costituire un Comitato direttivo, nel quale la presenza di Cavallotti è necessaria.
Ritornava sull'argomento il 9 dello stesso mese:
So che lassù serpeggia qualche sospetto che io voglia essere qualche cosa; ed io veramente né posso ambire, né sono in grado di accettare. Ambisco questo sì che il nostro partito diventi importante e serio.
Falsa modestia, direi, se il 6 ottobre 1892 scrive: Riposino e lascino alla mia prudenza la politica .
Altre lettere riguardano il Comitato prò Cuba. Vi è poi l'originale di un ordine del giorno presentato da Bovio alla Camera a nome dell'Estrema che, forse inconsciamente, ricorda quel che di Roma voleva fare un uomo di destra: Quintino Sella. Vale la pena ri rileggerlo:
La Camera invita il Governo a presentare di urgenza un disegno di legge che mentre stabilisca maggiore equità negli esami dello insegnamento secondario, nella rimunerazione ai docenti, e faccia più nazionale l'indirizzo educativo in tutta la scuola italiana sino all'elementare, riordini poi specialmente gli studii nell'Università di Roma in modo che l'Ateneo Romano sia la suprema espressione del pensiero scientifico di fronte al dogma vaticano.
Nel 1886 Aurelio Saffi raccomanda Ferrari agli elettori perugini. Più interessanti, perché ci permettono di seguire passo passo la organizzazione di una campagna elettorale e le vicende di una candidatura, quella di Edoardo Pantano in Umbria, sono alcune carte del 1884. Purtroppo non sono riuscita a identificare tutti i corrispondenti che si firmano col solo nome di battesimo: il carteggio più nutrito, comunque, è con Domenico Benedetti Roncalli di Foligno.
Le iniziative repubblicane spuntano qua e là in lettere e stampati. Più consistente il fascicolo che riguarda la Associazione repubblicana dei diritti dell'uomo, fondata nel 1878 sempre nell'intento di organizzare e disciplinare per ottenere risultati più concreti. Lo statuto, infatti, si inizia con queste parole:
Il partito democratico, tanto in Roma come nelle altre città d'Italia sente da molti anni il bisogno di riunire e disciplinare le proprie forze le quali se debbono tendere ad un