Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1977>   pagina <350>
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Emilia Morelli
unico fine, furono purtroppo finora impotenti a raggiungerlo per la poca concordia nel metodo e nell'azione.
Le firme sui fogli di presenza delle riunioni tenute a Roma completano la cartella. Tre lettere di Agostino Bertani di scarso valore, del 1881, dirette a Erne. sto Nelli ci portano al Comitato nazionale per il suffragio universale. Possiamo ricordare in questa sezione anche gli appunti per la commemorazione di Ober­dan, tenuta da Ettore Socci il 20 dicembre 1899.
L'autografo del discorso di Giuseppe Sergi all'inaugurazione del Congresso del Libero Pensiero a Parigi il 3 settembre 1905 serve da collegamento con la Massoneria.
Sono diciotto le lettere di Adriano Lemmi tra il 1883 e il 1904, ma ben più importanti anche per la rarità degli autografi le 65 di Ernesto Nathan scritte fra il 1891 e il 1905, dove solo negli ultimi anni si trovano notizie minute sulla organizzazione della Massoneria. Le prime riguardano piuttosto Roma e la sua amministrazione. Siamo nella famigerata fine secolo di certa storio* grafìa recente, ma Nathan non ha davvero dimenticato l'insegnamento morale di Mazzini e prevede per Roma un blocco speciale. Scrive, infatti, il 16 maggio 1899:
In fatto di elezioni amministrative di Roma, della capitale, ove si accentrano tutti gli sforzi del partito antinazionale, non conosco partiti politici all'infuori di due, quello clericale e quello liberale. Le altre sfumature, per quanto accentuate, spariscono di fronte alla suprema esigenza di difendere in Roma l'unità. Ogni iniziativa pertanto, che tende a scindere le forze liberali, a moltiplicare liste, venga in nome della politica o dell'uno o dell'altro gruppo di interessi cittadini, è per me dannoso e da non seguirsi. Dobbiamo insi­stere perché la lista liberale sia composta di uomini schiettamente e nettamente anticlericali, oltre ad essere noti come integri ed abili amministratori, ma il fare una lista di colore politico è rinunziare a quella maggiore politica la quale difende prima la patria e poi il partito.
Visto che il femminismo è oggi all'ordine del giorno, non trascuriamo le lettere di due donne. Non deve essere stato facile per Ersilia Caetani Lovatelli introdurre nel suo salotto il repubblicano Ettore Ferrari, dopo un primo incontro quando stava scolpendo il busto di Michelangelo Caetani. Poi le cose si addolci­rono, i rapporti divennero cordiali, come si vede nelle 19 lettere scritte fra il 1895 e il 1905. Più esaltata, invece, Caterina Ninetta Iovini che da Firenze, per un solo anno, il 1901, ha inondato Ferrari di lettere e di versi. Del resto il desti­natario era anche poeta: abbiamo minute e opuscoli in rima.
Purtroppo l'attività artistica di Ettore Ferrari è scarsamente rappresentata; vi sono cinque piccoli disegni e una lettera di Domenico Morelli del 27 feb­braio 1892. Sono, infatti, strettamente burocratiche le corrispondenze riguardanti la Commissione per le scuole di disegno e la Scuola professionale Regina Mar­gherita entrambe di Roma.
Da segnalare una risposta di Aurelio Saffi del 20 aprile 1885 a Ferrari che stava scolpendo una lapide a Mazzini e voleva sapere quali titoli di scritti po­teva porre ai quattro lati . Saffi propone: Atti della Repubblica Romana; Doveri dell'Uomo; Fede e Avvenire; Dal Concilio a Dio .
Sono finiti tra le carte di Ferrari gli originali di due articoli di Alberto Mario, il primo per VItalia e popolo, il secondo per la Lega della democrazia.
Qui termina l'elenco dei principali documenti contenuti in un fondo che non è di straordinario interesse, ma che valeva la pena di salvare dal macero.
EMILIA MORELLI