Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1977>   pagina <356>
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Libri e periodici
supremazia della Chiesa, la salvaguardia delle tradizioni patrie, il predominio del patriziato trentino a (p. 308). Del resto, conclude l'A., nel nuovo clima europeo, la moderazione di stampo muratoriano, che aveva caratterizzato la prima età teresiana, era ormai al tramonto (p. 309) ed anche il principato di Trento avrebbe dovuto far luogo al dispiegarsi del giu-seppinismo.
Quanto sopra, nella sua schematicità, non dà sufficiente ragione della ricchezza e della fecondità del volume, che è il risultato di un paziente e metodico lavoro di scavo, attraverso il quale la società trentina della metà del Settecento viene lucidamente passata al vaglio, con la sua strutturazione gerarchica, la dinamica economica, le stratificazioni cul­turali ecc.... Ed è merito dell'A. aver saputo offrire ima pagina di storia il cui significato si estende ben al di là dei limiti geografici propostisi.
CARLO VERDUCCI
IDA ZAMBALDI, Storia della scuola elementare in Italia. Ordinamenti, pedagogia e didattica (Enciclopedia delle Scienze dell'educazione, 27); Roma, Istituto superiore di Pedago­gia del Pontificio Ateneo Salesiano, LAS, 1975, in 8, pp. 733. S.p.
Non sono molte in Italia le indagini di un certo valore che abbiano come obiettivo la scuola e questa lacuna è alquanto grave se si pensa alla larga produzione che su questo argomento è possibile reperire all'estero, ad esempio in Francia ed in Gran Bretagna. In particolare sono carenti lavori in cui la scuola italiana venga esaminata in una prospettiva storica e non solo, come è in linea di massima accaduto finora, in una visione eminente­mente filosofico-pedagogica. A colmare in parte le lacune cui abbiamo accennato viene ora questo lavoro che, per espressa impostazione dell'autrice, vuole essere insieme una storia della scuola elementare ideale , come veniva immaginata e delineata negli scritti di grandi educatori e pedagogisti, e reale , come era vissuta da maestri e allievi ed, infine, oc ufficiale , come emerge dalle disposizioni di legge e dai programmi governativi. Per per­seguire il suo obiettivo la Zambaldi ha compiuto un'opera di ricerca davvero notevole ed è doveroso riconoscerle il merito di un lavoro ben documentato in ogni suo aspetto: la con­sultazione di giornali educativi non facilmente reperibili e la puntuale documentazione, fornita in parte in appendice, di istruzioni e programmi ministeriali, ne sono indubbia­mente i punti di forza.
I risultati raggiunti rispondono quasi intieramente alla fatica fatta nel lavoro di impo­stazione ed il disegno storico della scuola elementare italiana che ci viene presentato ap­pare, nel suo excursus dal Settecento alla seconda guerra mondiale, ben delineato nei diversi aspetti toccati dall'autrice. Nuoce all'economia del lavoro un troppo spiccato atteggiamento negativo verso il pensiero educativo laico, ed anche il giudizio sulla politica scolastica della Sinistra non è esente da notazioni e commenti che spesso esulano da una serena e distac­cata valutazione storica. Una certa sorpresa ci è stata poi data dal vedere Vittorio Ema­nuele II assente dall'indice dei nomi nonostante le frequenti citazioni, un'omissione che in parte vale a coprire la distrazione in cui incorre l'autrice quando attribuisce allo sfortunato re il discorso della Corona del 18871
Quanto detto non vuole per nulla suonare come un limite del lavoro in esame, ed il nostro giudizio, pur con le riserve fatte, resta del tutto positivo, grati come siamo alla Zambaldi di aver colmato una lacuna non indifferente della nostra storiografia.
ROMANO UGOLINI
EMILIO SOAVE, L'industria tipografica in Piemonte. Dall'inizio del XVIII secolo allo Sta­tuto Albertino; Torino, Piero Gribaudi, 1976, in 8, pp. 254. L. 8.500.
L'industria tipografica può essere considerata, nel quadro economico non molto vi­vace che presentava il Piemonte dal XVIII o primi decenni del XIX secolo, come attività piuttosto secondaria per volume di produzione e basso numero di addetti. Ma il settore