Rassegna storica del Risorgimento
ISTITUTO PER LA STORIA DEL RISORGIMENTO; MUSEO CENTRALE DEL RIS
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1977
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Sì, il Vittoriano vive
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voce, per rievocare, per i compagni d'allora, i morti e i sopravvissuti, il tormento e la passione di quel grande evento della storia d'Italia che è stata la guerra 1915-1918 . *>
Ma anche in quell'anno in cui si riconosceva il Sacrario delle Bandiere come parte integrante del Museo Centrale del Risorgimento, quest'ultimo non esisteva ancora e quanti salivano la grande scalea del Vittoriano non avevano alcuna idea della lunga e complessa vicenda che doveva, appena due anni dopo, mutare un antico sogno non soltanto romano, in una concreta realtà. Ma l'inno-cenza, chiamiamola così, per molti sembra durare ancora. Come ha messo recentemente in rilievo colei alla cui tenacia, alla cui fede, alla cui competenza si deve riconoscere il merito principale di aver dato vita agli impegni, alle speranze, alle illusioni del passato.
Lunga e complessa vicenda quella del Museo Centrale del Risorgimento, se si voglia tener conto della proposta presentata alla Camera il 22 giugno 1880 da Pasquale Villari, di iscrivere nel bilancio della Pubblica Istruzione una somma annua di 4.000 lire per formare una raccolta di libri, opuscoli e documenti relativi alla storia del Risorgimento nazionale . Ci fu il convinto si del ministro Francesco De Sanctis, ma non basto a imprimere velocità all'impresa, anche se puramente libresca.6)
Con maggior larghezza l'idea tornava nell'indirizzo rivolto a Re Umberto I, l'I! marzo 1884, dalla Commissione romana per la raccolta dei documenti del Risorgimento destinati all'Esposizione di Torino di quell'anno.7) Ma anche questa volta le buone intenzioni rimasero, come è spesso accaduto, come continua ad accadere e sicuramente accadrà in avvenire, a lastricare le vie dell'Inferno.8)
Passavano re e governi, ma la situazione non cambiava, a giudicare dal nessun seguito del R.D. 22 novembre 1906 che,' a conferma di quanto era stato imposto dall'altro del 17 maggie, istituiva il Comitato Nazionale per la Storia del Risorgimento italiano e gli assegnava sede definitiva nelle sale del Monumento dedicato a Vittorio Emanuele II, sul Campidoglio, dove dovranno raccogliersi il Museo e la Biblioteca del Risorgimento italiano .
Nessuno doveva aver mai visitato la grande mole con occhio esperto di musei e di biblioteche, altrimenti si sarebbe chiesto dove e come sistemare e far coesistere il Museo, la Biblioteca e gli uffici del Comitato Nazionale. D nostro Istituto occupa oggi, al disotto della grande terrazza su cui vigilano le
4> A. M. GMISALBERTI, Cinquantanni dopo, in U Veltro, a. XII (1968), pp. 215-227.
5> EMILIA MORELLI, Il Vittoriano vive, in Vita, Roma, 9 novembre 1977.
*) MATTEO MAZZIOTTT, Per un Museo del Risorgimento in Roma, ne L'Idea Nazionale, 16 ottobre 1924, riprodotto in II Museo Centrale del Risorgimento di Roma, in Rassegna ciL, a. XLIII (1966), pp. 127-129.
7) ARMANDO RAVACUOLI-GAETANA SCANO, Appunti per una cronologia di Roma capitale, 1870-1970, Roma, Edizioni del Banco di Roma, 1973. Usci allora un Catalogo di quella esposizione romana (Roma, Tipografia nazionale, 1884). Undici anni dopo, presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele, il pubblico poteva visitare un'altra mostra, in occasione del venticinquesimo anniversario dell unione di Roma al Regno d'Italia, della quale è raro e prezioso ricordo il Catalogo, curato dal direttore di quella Biblioteca, Domenico Gnoli (Roma, Forami e C, 1895).
f) Ved. la polemiebetta di tempi più fortunati allora il Museo esisteva e funzionava A proposito del Museo Centrale del Risorgimento, in Rassegna cit., a. XL.I (1974), pp. 597-598.