Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1914
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547
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Bibliografia 547
trovò all'assedio di Gibilterra, che Francia e Spagna alleate avevano deciso di ritogliere all'Inghilterra. Per le doti dell'ingegno e del carattere entrò presto nelle grazie dèi ministro conte di Floridablanoa e meritò di esser nominato, nel 1791, esento delle Reali Guardie Italiane del Corpo e poco dopo coadiutore del conte Zambeccari, incaricato degli affari di Spagna in Bologna, con l'officio altresì di pagare le pensioni agli ex-gesuiti spagnnoli.
In tempi difficili diede prova di molta avvedutezza e di sapiente prudenza e si ride affidate varie importanti missioni. Sopravvenuta l'invasione francese, fece opera pacificatrice a Rimini, a Cesena, a Lngo, dove, per le contìnue contribuzioni e spogliazioni cui furono sottoposti, quei popoli si erano rivoltati, e quando, come a Lngo, i patti convenuti non furono osservati, osò protestare vivacemente contro i prepotenti vincitori ed accusarli pubblicamente di slealtà.
Sempre fedele alla famiglia regnante di Spagna, rese segnalati servizi alla Corte e al Governo di Madrid, meritando larghi donativi e il grado di brigadiere di cavalleria. Assistè a Milano, sempre come incaricato d'affari spagnuolo, all'incoronazione di Napoleone I re d'Italia, e allora, per breve tempo, partecipò anche lui dell'entusiasmo e dell'ammirazione, quasi universale, pel grande Capitano. Più tardi, pei rapidi mutamenti della carta politica d'Europa, accompagnò in Toscana la nuova - regina Maria Luisa di Borbone e poi di nnovo, dopo il trattato di Fon-taineblean, la ricondusse cól suo seguito in Ispagna. Quivi si trattenne qualche tempo, specie a Siviglia, adoperandosi a favore del re Ferdinando VII contro il nuovo sovrano Giuseppe Bonaparte.
Costretto a fuggire, riparò a Trieste e a Vienna, dove continuò ad esercitare, d'incarico del suo antico signore, segrete e difficili missioni Cacciato anche dalla capitale austriaca e di H a poco anche da Presburgo, passò in Turchia, e poi a Malta, in Sicilia,: e, in Sardegna, dove prese accordi con quelle Corti per combattere il comune nemico. Il 24 marzo 1811 approdò in Iapagna, ma, appena toccata. Gibilterra, fu colto da grave malore.
Nondimeno, per ubbidire alla voce del dovere, andò a raggiungere l'esercito del centro, consolato di vedere che la Spagna abbandonata da tnttt resisteva gloriosamente contro i Francesi, mentre le altre nazioni dormivano sulle loro rovine. Ma più neramente colpito dal male, abban* donò del tntto qualunque partecipazione alla guerra e morì in Cadice il 7 marzo 1813, prima di vedere la resurrezione del paese, cui fino dalla giovinezza aveva dato le ano migliori energìe.
Angelo Sacchetti Bassetti in queste sue pagine ci presenta con grande diligenza la figura singolare di questo patrizio reatino, che ebbe vita avventurosa e nelle armi e nella diplomazia fece certamente onore al nome