Rassegna storica del Risorgimento

ESULI ROMANI BRASILE 1837
anno <1978>   pagina <165>
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Detenuti politici romani in Brasile 165
Sulla partecqjazione dei coloni romani alla Sabinada il segretario di Stato ìveva al rabbi-ini:
scriveva
Mi spiace e non poco che quei turbolenti individui si siano impegnati nella rivolta di Bahia, ma non ne sono punto sorpreso, considerando la coerenza di questo loro proce­der6 coli anteriore loro condotta, e molto più riflettendo all'estremo bisogno in cui erano alcuni di loro di procacciarsi il sostentamento nel modo che il primo si fosse presentato. m
Approvando l'azione del Fabbrini per staccare i coloni dai ribelli, aggiun­geva:
Se i mezzi da Lei proposti per riuscirvi Le sono stati poi ricusati in un modo che disonora chi vi ebbe parte, Ella è stata cosi tratta da qualunque impegno ed in un certo senso V.S. potrà esserne contenta giacché si trattava di cosa ardua assai. 24)
m
Qualche tempo dopo la presa di Bahia da parte degli imperiali, si recò i quella città il conte Ney, segretario della Legazione di Francia a Rio de Janeiro, ed il Fabbrini lo pregò di informarsi circa la partecipazione degli emigrati ro­mani alla rivoluzione.2411 Al suo ritorno a Rio, il Ney forni all'incaricato d'Af­fari pontifìcio, con una lettera in data 6 giugno 1838,242) un elenco di venti due nomi, che il Fabbrini mise a confronto con l'elenco dei deportati fornitogli dal
2391 Lettera del Segretario di Stato all'Incaricato d'Affari a Rio de Janeiro, datata Roma, 7 aprile 1838, in ASV, SS, a. 1847, rubr. 7, fase. 2, cit., ce. 14-15.
240> Ibidem.
241) Lettera del Fabbrini al segretario di Stato n. 576 (Brasile 427) del 10 giugno 1838, in ASV, SS, a. 1847, rubr. 7, fase. 2, e. 52; e in AS Roma, Ministero e Direzione generale di Polizia, protocollo riservato, b. 118, anno 1838, tit. 8, rubr. 1, fascicolo non numerato dal titolo a Nota degli ascritti alla Giovine Italia in Rio Janeiro .
Contemporaneamente alle notizie della partecipazione dei coloni romani alla Sabinada, il Fabbrini trasmetteva alla segreteria di Stato un elenco dei principali aderenti alla Gio­vine Italia in Rio de Janeiro, procuratogli da Gennaro Merolla, Console generale napole­tano, con notizie più o meno dettagliate su ciascuno dei membri della società. L'elenco, inviato dal segretario di Stato al direttore generale di Polizia, fu da questi diramato ai legati e delegati apostolici dello Stato pontificio. L'elenco comprendeva diciotto nomi. Quale a capo della congrega era indicato Giovanni Battista Cuneo e fra gli iscritti c'era anche Garibaldi, che figura con il solo cognome, essendone ignoto il nome all'estensore dell'elenco. Fra i diciotto era anche un romano , Vincenzo Andreini o Andreioni. Il direttore gene­rale di Polizia precisò al segretario di Stato in data 12 novembre 1838, che due soli dei segnalati risultavano ce rubricati nei registri di questo Archivio segreto come emissari del liberalismo, e sono Gio. Batta Cuneo e Carlo Belgrano, genovese il primo, e l'altro di Oneglia. In quanto a Vincenzo Andreioni, indicato come uno dei soggetti più pregiudicati nella stessa nota e come romano e dentista, non si ha alcuna notizia in questa Direzione Generale, per cui si andranno a commettere convenienti indagini, per rilevare se in realtà sia nativo di questa Dominante, ovvero di altro luogo dello Stato Pontificio. (AS Roma, fascicolo Nota degli ascritti alla Giovine Italia in Rio Janeiro , eit.).
Frattanto, però, già il 12 maggio 1838 il Fabbrini comunicava che l'Andreini era partito a per la Costa d'Affrica per ordine del Governo brasiliano, con divieto di rientrare in Brasile. Contro l'espulsione l'Andreini aveva chiesto l'intervento dell'incaricato d'Affari pontificio, che glielo aveva negato. (Lettera del Fabbrini del 12 maggio 1838, n. 570 (Bra­sile 422), in ASV, SS, b. 452, rubr. 251, anni 1838-1843, fase. 1, Nunziatura del Brasile, anno 1838).
**> La lettera, in copia, trovasi in AS .Bontà, fascicolò Nota degli ascritti aRa
Giovine Italia... cit.