Rassegna storica del Risorgimento

1870 ; ROMA ; CIVITAVECCHIA ; MARINA
anno <1920>   pagina <413>
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NEI OMCtiaKÌpO ORJRSA *. 410
Se nolane, riso.rl;à.,il 2 luglio la candidatura d'un Principe Tjfo-henzollern .al trono eli Cado V tftpiOgMb una. prima volta nel-Tanno precedente 1* rrKzon,te polfàco s'abMò d'un tratto. La Franoia ostinatamente--posava il suo veto- a Mìe eaaaldafcur.a. Non iBtarò a ripetere le affaticanti trattaste". plomatÌehe corse fra Pa­rigi e Berlino. Non istarò neppure a ripetere le fasi del dibattito cancelleresco per le quali la Francia miutarmente impreparata, senza alleanze, si getterà a capo fitto in una avventura guerresca nella quale troverà la sconfitta e l'umiliazione. Esse son troppo note. L'im­preparazione militare non ci riguarda; era aitar suo.
La mancanza di alleanze invece affar nostro. L'alleanza franco-austro-italiana che dal 188 - 870 s'andava ventilando falli princi­palmente perchè* noi volevamo l'evacuazione delie truppe francesi da Roma. La loro presenza colà ci offendeva, ci toglieva ogni possibilità di anelarvi un giorno. La Francia tenacemente ce lo negò sempre.-Così perde lu nostra alleanza e quella dell'Austria che caso strano in quella questione mar, Raccordo con noi.
È noto che le truppe francesi occupavano la città eterna dai 1849. Se la convenzione del settembre 18/64 stipulata fra Italia e Francia obbligò questa a ridarle alla fine del 1866, sui primi del 1867 sotto forma di Legione Antiboina ve le facèta ritornare. Patti diplomatici venivano così slealmente* impunemente violati dalla Francia. Tuttavia questa credette erroneamente che Napoleone III avrebbe saputo trarci lo stesso con se alla guerra. Ma l'opinion pubblica del paese, specie il Partito d'Azione, alcuni ministri, primo il Sella, non avrebbero permesso mai si trattasse della nostra par­tecipazione alla guerra se prima le truppe francesi non fossero par­tite dallo Stato Pontificio. Trattare, .ddeo;,. che quanto al parteciparvi sarebbe stata altra cosa. Troppe-umiliazioni avevamo patite dalla tracotanza del governo bonapartesco. Il ricordo di Mentana era di ieri. Sicché per reazione sentimentale in sulle piazze t? Italia si gridò : "Viva la Prussia, abbasso la Francia. Ma per noi vi era un altra rà> gione per rimanere estranei alla guerra. La nosta politica dì rigi­dissima economia ci Jtveva jnilitarmente assai indeboliti. Ci trovai vamo nel 1870 alla vigilia d'una grande guerra Europea (Francia contri Prussia) precisamente àelle stesse condizioni belliche in cui or :taiov;-vamo nel 1866 alla vigilia di un*aife.'aatt europea (Prussia contro Austria). A questa partecipammo e vero, ma fu perchè non pote­vamo irridere, alla fortuna cheterà a noi presenfeuM3?er tentar CM