Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
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1978
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Vittorio Emanuele II
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poi tanto cambiate nel passaggio da destra a sinistra, come non cambieranno nei rapporti Re-Governo? Conosceva bene Depretis, era pur sempre un piemontese...
Piemontese rimase Vittorio Emanuele fino alla fine dei suoi giorni; cercò sempre di scappare fra le sue montagne, fra i suoi guardacaccia, fra le sue prede alpine. Il Quirinale non gli piaceva e non soltanto perché era stato la residenza abituale del Papa. Nonostante tutto, era convinto di essere un buon cattolico, soprattutto dopo la celebrazione del matrimonio religioso con la contessa di Mirafiori. Mai il dogma fu attaccato scriverà alla sempre timorosa Clotilde e le questioni che furono dibattute furono solo questioni di amministrazione civile della Chiesa, cosa fatta dagli uomini e non da Dio . Si considerava, anzi, strumento della divina Provvidenza, forte nella fede inconcussa nei divini voleri, tranquillo nella sua coscienza . Pio IX e il cardinale Antonelli erano di diverso parere...; ma un secolo dopo le cose cambieranno.
Quando gli Italiani decisero di erigere un monumento a Vittorio Emanuele II, lo concepirono come un altare dedicato alla libertà e all'unità, simboleggiate dal Re; sul freddo marmo bianco si impone, infatti, un'unica scritta: Civium libertati, Patriae unitati.
Ma Vittorio Emanuele era un uomo vivo, con qualità e difetti, che erano, a ben vedere, i difetti e le qualità degli Italiani. Aveva avuto bisogno, per adempiere al suo compito, per mantenere fede al giuramento del 27 marzo 1849, di calore umano attorno a sé. Nel 1859, aveva sdegnosamente affermato che gli Austriaci potevano tenersi la corona ferrea; a lui bastava quella d'amore dei suoi popoli.
L'ebbe.
EMILIA MORELLI