Rassegna storica del Risorgimento
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> 1836-1846; GIORNALI TRIESTE 1830-1846; TRIESTE
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1978
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Giorgio Negrelli
teri, di azioni, quella ricchezza d'intreccio che costituisce il fascino maggiore dei feuilletons a sfondo sociale dell'epoca: ma gli altri ingredienti sono presenti, e così pure i motivi di fondo che portavano in quello stesso torno di tempo il più celehre fiore di quel genere, Les mystères de Paris di Eugène Sue (lodato da DaU'Ongaro), sotto il bersaglio polemico acuto e decisivo della critica dei due giovani autori della Sacra Famiglia.
Non le abbiamo mai scritte senza un'idea morale che le animasse , afferma DaU'Ongaro delle proprie novelle: l'arte stessa, è la sua convinzione spesso ripetuta, ha per scopo la rappresentazione del bello, sì fisico che morale , e per lui il bello e il vero coincidono. In realtà DaU'Ongaro non si accorge di non parlare più, egli nato popolano in una frazione di Oderzo nel Trevigiano, il linguaggio del popolo: attende con ansia5* il momento in cui questo si farà degno d'uscire da quella specie di grave tutela a cui lo condannano quegli stessi che si costituiscono suoi difensori , ma non si accorge di essere diventato ormai an eh'egli uno di loro. Spera con la poesia di stringere insieme padroni e servi, sudditi e re facendo di questi varj e discordi elementi una sola armonia, un solo popolo, una nazione , invece non solo non toglie le distinzioni ma finisce per snaturare i caratteri delle stesse classi sociali subalterne costringendole tutte, alla fine, alla celebrazione di un bello morale che è quello dei loro tutori . Così il suo impegno popolare non sa esprimersi altrimenti che insegnando agii oppressi a soffrire con dignità, e mostrando alla nostra eletta società come anche il povero ha un'anima capace di virtù e di grandezza : e non si accorge che le leggi del bello e del retto , alle quali si richiama, sono tutt'altro che eterne e imprescrittibili , come continua ad affermare. La scoperta finalità didascalica, le intenzioni edificanti del suo naturalismo finiscono allora per essere soltanto l'invito ad una più solida unità, coesione sociale, che si traduce nell'appello all'autoidentificazione di tutte le classi sociali nel modello culturale, estetico-etico, dominante. E non diversamente si esprime l'impegno pedagogico di Valussi, che parlando della voce popolo ,6) sostiene doversi ogni studio ed ogni cura de' preminenti per una qualunque facoltà porre nell'educare al meglio, nell'aiutare e perfezionare quest'essere nel cui nome ogni classe di gente formante una nazione si comprende .
Anche negli accenti popolari e nelle sue stesse aperture sociali , la Favilla mostra dunque di essere la coerente espressione della piccola e media borghesia intellettuale dell'epoca: ed è ciò che la rende particolarmente interessante, perché la sua esperienza si colloca proprio in una delle fasi di maggiore importanza nello sviluppo della società borghese triestina. Da questo punto di vista, allora, sono degni di nota proprio certi riconoscimenti sulle origini e la destinazione di quella cultura di cui la rivista si fa portatrice: li troviamo chiarissimi, ad esempio, in una polemica di DaU'Ongaro contro un pedante disconoscitore del significato del dramma moderno.7) Il poeta drammatico , scrive difendendo l'autonoma validità di quel genere che più volte ha celebrato nell'opera di un Hugo o di uno Scribe, s'applichi al vero o al verosimile, ha un mondo da rappresentare diverso dal mondo antico, e come la società s'è cangiata, così l'immagine ideale ch'ei ne presenta dev'esser diversa . Per poter for-
5) Letteratura leggera, a. VII, n. 13 del 15 luglio 1842.
6) Letteratura contemporanea, a. X, n. 23 deU'll dicembre 1845.
"fi Se ha sussistenza il dramma nel modo inteso dai moderni scrittori, a. IX, n. 10 del 1844.