Rassegna storica del Risorgimento

<> 1836-1846; GIORNALI TRIESTE 1830-1846; TRIESTE
anno <1978>   pagina <282>
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Giorgio Negrelli
Della diffusione degli ideali e delle istanze di rinnovamento sociale e po­litico di cui, pur costretta nelle maglie del sistema metternichiano, si faceva paladina la moderna borghesia, del suo tentativo di porsi come vera classe gene­rale, interprete ed espressione dell'intera società corporativamente intesa, la Favilla non è certo piccolo tramite. Ma, destinata essenzialmente ad un pubblico piccolo-borghese, è a questo e al suo modello di vita che si rivolge: non per farne l'acritica esaltazione ma per sollecitarlo attivamente, per toglierlo dalla condiscendente apatia e dal filisteismo che Pera metternichiana favoriva, e per spìngerlo ad una più aperta, moderna coscienza della sua funzione.
Gli idoli della concezione di vita dell'età del Biedermeier rimangono : l'operosità gioiosa, la tranquillità della famiglia. Questo soprattutto: la fami­glia. Il quadretto che orna la testata dell'anno IX della Favilla ci riporta al calore del buon salotto borghese della metà dell'Ottocento: una madre legge un libro circondata dai suoi bambini. Una lettura di famiglia , per riprendere il titolo di una rivista spesso ricordata dalla nostra. Tuttavia lo spunto, lo stimolo critico scuote questo modello di vita per suscitare nuove energie, l'acquisizione di una vivace coscienza del presente; lo vediamo soprattutto negli articoli di Valussi, sulla letteratura, sul teatro, sui diversi aspetti della vita culturale: la critica letteraria diventa critica di costume, attenta, viva, a volte graffiarne. Si rivolge contro il conformismo dilagante nella stampa dell'epoca, in nome di una precisa missione etico-pedagogica attribuita al giornalismo. Combatte le strettoie del municipalismo triestino appropriandosi, nel suo stesso titolo, di quell'agget­tivo, ma attribuendo ad esso un contenuto ben diverso, aperto ai contributi delle culture molteplici che fanno di Trieste uno di quei paesi anello delle nazioni che la natura ha provvidamente creato.U) Si rivolge alla cultura nazionale italiana, non, però, per istituire intorno ad essa una dogana del pen­siero che vieti l'entrata alle idee forestiere,12) ma nella consapevolezza che le letterature d'Europa stanno tra loro unite in repubblica federativa , che ufficio d'ogni letteratura si è, mirando a perfezionare sé stessa in ordine alla lingua, alle tradizioni, al carattere proprio ed ai bisogni di quelli a cui parla, di met­tersi nel tempo istesso in buona armonia colle letterature straniere, in modo da dare e ricevere da esse alimento, che infine quella è più ricca di vera ricchezza, che più dà e più riceve . 13>
Quello di una repubblica federativa delle lettere è concetto che porta Valussi, come è stato notato,,4) sulla scia delle indicazioni mazziniane, già rac­colte in questo caso da Tommaseo, al cui magistero spesso la Favilla si ispira e che più volte alla rivista stessa collabora. Ed è con lo stesso spirito che il gior­nale triestino affronta con serietà scientifica e rigore filologico (sarà tra l'altro fra i primi ad ospitare nn. 35 e 49 del '46 le giovanili esercitazioni di G. Ascoli) lo studio delle tradizioni popolari: della Giulia, del Friuli e di quella Dalmazia che vive intensamente nel profondo le sue radici culturali italiane e slave. Gli Studi sugli slavi che due giovani ragusei (0. Pozza e G. A. Kasnacich) vanno pubblicando a partire dall'aprile '42 sono in questo stesso ordine di idee tra i contributi più importanti ed originali della Favillai sono tra i primi a diffondere in Italia la conoscenza della cultura della Slavia , a
> Bibliografia, a. VII, n. 2 del 27 gennaio 1842.
12> Il vecchio ed il nuovo, l'indigeno e l'esotico in letteratura, a. XI, n. 2 dell'll gen­naio 1846.
) Galhfagi e gallomani, a. Vili, n. 19 del 15 ottobre 1843.
M) C. CUHTO, La letteratura romantica nella Venezia Giulia, Parenzo, 1931, p. 210.