Rassegna storica del Risorgimento
SUVALOV GRIGORIJ PETROVIC
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1978
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Angelo Tamborra
Da quél momento, si può dire che l'Italia sia entrata nell'anima del giovane Suvalov. Dopo la parentesi di servizio militare dal 1823 al 1826 quale ufficiale degli ussari della Guardia un reggimento dove non pochi ufficiali erano intinti di idee liberali, iscritti a società segrete e finiranno per essere coinvolti nella rivolta dei Decabristi nell'inverno del 1832 compie un lungo soggiorno a Firenze.
E a Firenze si legò in amicizia con un giovane napoletano très instruit, et que sa conduite politique avait fait éxiler de son pays: il était générale-ment estimé, et, au point de vue humain, il méritait de Tetre; car il supportali Téxil et la pauvreté avec un stoìcisme bien rare , tanto da suscitare in Suvalov un véritable enthousiasme .
Suvalov non dice chi fosse il patriota napoletano che, pur nella sua concezione antichrétienne , lo aveva affascinato per la sua ame à la Regulus . Secondo I. Gobio3) si tratterebbe di Giovanni La Cecilia (1801-1880), l'esule napoletano che a Firenze aveva pubblicato nel 1828 un romanzo storico, I San* nitì, dedicato al Colletta, e si era legato al Guerrazzi, a Livorno, collaborando aW Indicatore livornese. Dopo il luglio del 1830 il La Cecilia aveva seguito il Guerrazzi, nell'intento di spingere con lui i liberali toscani alla rivoluzione, emigrando più tardi in Corsica.4) É possibile che il La Cecilia si mantenesse, oltre che collaborando a giornali e riviste, anche con lezioni. Suvalov per otto o nove mesi avrebbe dunque seguito un suo corso di storia della filosofia, insieme ad un giovane polacco suo amico e, più tardi, ricorderà: Le systèrne philosophique de notre professeur était un vrai chaos, où les idées de Vico, de Condillac, de Voltaire, de Herder, de Volney et de Tracy étaient rassemblées. Il nous paraissait sublime... .5) In ogni caso, al di là delle lezioni di Giovanni La Cecilia approssimative e confusionarie, il dato certo è che sin da quest'epoca Grigorij P. Suvalov aveva cominciato a muoversi nell'ambiente dei patrioti liberali italiani, ricevendone un vigoroso esempio di impegno civile: la sua iniziazione alle idee liberali, cui forse si era accostato per la prima volta dieci anni prima, a contatto con compagni d'arme decabristi, avviene dunque giusto a Firenze. E questo è un elemento importante che va sottolineato, anche in rapporto alla ulteriore evoluzione, non solo politica ma soprattutto religiosa, del nobile russo.
Questi, dopo un breve soggiorno a Roma dove la visita alle chiese o le grandi cerimonie religiose come la lavanda dei piedi da parte del Pontefice a dei poveri il Giovedì Santo o la benedizione Urbi et orbi il giorno di Pasqua non riescono a scuoterlo dalla indifférence de l'idiotisme 6) nel 1834 si trasferisce a Parigi con la moglie e i figli. Ma la frequentazione dei salotti di maggiore prestigio intellettuale della capitale francese, primo fra tutti quello della contessa Sveina ( madame Swetchine >, come era nota in Francia, dama russa di alta nobiltà, passata al cattolicesimo e stabilitasi a Parigi nel 1825)7) non placa la sua irrequietudine. Di nuovo si mette in viaggio per l'Italia. E
3> I GOBIO, Vita del padre Agostino Maria Sckouvaloff, Bologna, 1867, pp. 10 sgg. (Agostino Maria furono i nomi assunti da S. quando si fece Barnabita nel 1856).
4> II La Cecilia nelle sue Memorie storico-politiche, pubblicate a Roma nel 1876-1877, e da R. Moscati, Varese, 1946, non accenna alle lezioni tenute a Firenze.
9 G. P. SUVALOV, Ma conversion et ma vocatìon, II ed., Parigi, 1864, pp. 67-71.
6 G. P. SUVALOV, op. cit., pp. 75-76.
7) Cfr. M. J. ROUET DE JOUHNEL, Une russe catholique: M.me Swetchine, Parigi, 1929: W. GIUSTI, Russi dell'Ottocento, Roma, 1970, pp. 37-88.