Rassegna storica del Risorgimento
SUVALOV GRIGORIJ PETROVIC
anno
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1978
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pagina
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289
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Grigorij P. Suvalov e l'Italia
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qui, a Venezia, la morte della moglie Sonja, il 10 febbraio 1841, segna per Suvalov nn momento decisivo nel processo di approfondimento della propria vita interiore, avviato da vari anni.
La sua vita errabonda continuò, quasi come evasione, per tutta l'Europa: in viaggio per Berlino, durante una sosta a Berna, aveva incontrato un suo amico, il principe Teodoro Golycin (Galitzin) da lui conosciuto anni prima a Roma già cattolico e col quale non si era inteso, allora, proprio sul tema religioso. Questi, quasi a riprendere il filo di un discorso avviato giusto a Roma, a Berlino gli spiegò plus particulièrement les vérités qui servent de base aux dogmes de Punite et de l'autorité catholique . Era un passo innanzi, rispetto a una sorta di relativismo religioso che sino allora aveva guidato Suvalov e che gli aveva fatto esclamare: Pourvu que Fon soit cbrétien, qu'importe la chapelle dang laqnelle on se prosterne? . Adesso, a poco a poco egli scopre que s'il n'y a qu'un Dieu, il ne peut y avoir qu'une foi et qu'un enseigne-ment, et que si le christianisme est vérité, il ne peut y avoir qu'une seule Église vraie. Tuttavia, malgrado le sue propensioni verso il cattolicesimo, Suvalov continuava a sentirsi toujours entrarne vera FÉglise grecque ou le protestantisme . A smuoverlo furono altre meditazioni e soprattutto confronti fra la Chiesa cattolica e quella russa che predica, è vero, l'unità della Chiesa, mentre non esiste nn Russe, prétre on laique, qui croie à l'unite, par consé-quent à l'infallibilité de son Église; pas un seni qui soit prét à verser son Bang pour soutenir qu'elle seule est l'arche du salut. Ove si colleghi tutto questo alle concezioni dei protestanti che credono solo alla unite de l'Église invisible , si ha la misura di quale chaos qui fait peine tormenti l'animo di Suvalov.
Teodoro Golycin si accorge della profonda crisi spirituale dell'amico e si impegna a fondo a convincere la sua raison : Après avoir parie de l'unite de l'Église et de sa pratique ricorderà più tardi, nel 1845, Suvalov mon nouvel ami m'expliqua sur quelles bases est fondée son autorité. Cela m'était complètement inconnu. À mesure qu'il me parlait, les nuages disparaissaient, et le ciel se montrait à moi. H me dit comment l'autorité découle de l'unite; et comment l'unite est une conséquence de l'autorité... . Infine, suggello a tutto questo, ecco intervenire la lettura e la meditazione del Du Pape di Joseph de Maistre che gli tiene compagnia, da una stazione di posta all'altra, nel lungo viaggio verso Berlino.
Incoraggiato dalle parole del Golycin, la meditazione su De Maistre fu deci* giva. Era questi un nomo e nn pensatore che in Russia, fra il 1802 e il 1817, aveva profondamente arato le coscienze delle classi colte ed era venuto incontro alle aspirazioni di unità cristiana, sviluppando idee di rammarico per la comunione perduta, la condanna per lo scisma bizantino ed altro ancora, specie coi Du Pape, con i Quatte chdpitres sur la Russie ecc. Di più Suvalov respirava alto e forte nel clima religioso e spirituale dell'epoca della Restaurazione in Francia come in Germania, in Italia come in Russia così aperto alla ricerca del fondamento dell'unità cristiana con Adam Moehler o Franz von Raader, con De Maistre e de Bonald o Louis Bautain, con E. Meòerskij e A. N. Murav'ev e il metropolita Fi-larete ecc., sino a N. Tommaseo.9> Per tutto questo insieme di motivi e di apporti
8) G. P. SUVALOV, Ma conversion cit., pp. 209-211.
9) Cfr. A. TAMBOBBA, Aspetti di universalismo cristiano nell'età della Santa Aleanza, in 11 Pensiero politico, n. 2, 1970, pp. 234-244; Introduzione a P. I. CAADAEV, Lettere filo-gotiche, Bari, 1950, pp. 59 sgg.; TV. Tommaseo, il mondo ortodosso e il problema dell'unione