Rassegna storica del Risorgimento

SUVALOV GRIGORIJ PETROVIC
anno <1978>   pagina <290>
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Angelo Tamborra
spirituali il nobile russo aveva finito per andare ben al di là dell'insoddisfazione verso la Chiesa sinodale, espressa da uomini come P. I. Caadaev o lo stesso N. Gogol*. In senso più autenticamente spirituale rispetto all'esponente slavofilo A. I. Aksakov, il confronto con la pratica religiosa dell'Occidente cattolico lo aveva condotto a concludere:
Ics prètres russes, hclas!, ont perdu le prcstige de leur caractère sacre en devenant des employés ecclésiastiques du gouvernemcnt. Et leur Église, par cela seul qu'elle a secoué le joug si doux de l'autori te pontificale, reconnait la suprèma tie de l'État et se trouve par conséquent dans une dépendance qui empèche de voir dans ses ministres les envoyés du cieL"
In breve, nel giro di uno o due anni il tragitto spirituale di Suvalov trova il suo epilogo in Francia. Dopo ulteriori letture dalle Soirées de St.-Petersbourg di De Maistre alle opere del card. "Wiseman, dai Pensieri di Pascal alla Imita­zione di Cristo di Tommaso da Kempis, sino all'opera del gesuita Jean Louis Rozaven (1772-1851) su UÉglise catholique justifiée contre les attaques d'un écrivain qui se dit orthodoxe o, infine, i Padri della Chiesa dei primi quattro secoli 1U l'assidua frequenza del salotto della contessa Sonja Petrovna Sveèina centro di intensa vita religiosa in senso unionistico come dei gesuiti Ro­zaven e I. L. Ravignan, rendono Suvalov maturo al grande passo. Egli lo compie nelle mani del p. Ravignan il 6 gennaio del 1843, a Parigi, entrando a far parte della Chiesa cattolica.
Questa scelta, lungamente maturata, fra grandi travagli e incertezze, fu de­terminante per Suvalov anche in sede di valutazioni politiche circa l'Italia e la posizione del papato nella questione italiana. Continuamente in viaggio da Pietroburgo agli inizi del 1844, poi a Parigi nella primavera, a Roma nell'agosto sino a Palermo nel 1845, ospite della zia principessa di Bufera fra il settem­bre del 1845 e il marzo 1846 egli collaborò a organizzare il viaggio a Roma dello zar Nicola I che doveva contribuire a eliminare il grave stato di tensione fra la Russia zarista e la S.Sede, seguito alla coattiva unione della Chiesa rutena con la Chiesa sinodale russa (25 marzo 1839).
Ricevuto da Gregorio XVI nell'ottobre del 1845, Suvalov riprende il suo girovagare per l'Europa, fissandosi poi a Roma dopo aver passato l'inverno a Palermo nella primavera del 1847. Qui egli entra in contatto con l'ambiente di patrioti romagnoli, animati da caldi spiriti liberali, che si impegnano non senza successo a condizionare la politica di Pio IX, il papa delle grandi speranze italiane. H marchese Luigi Almerici (Cesena 1822-Roma 1917) appartenente a nobile famiglia di Cesena di spiriti liberali e che a Roma si era avviato alla professione forense, entrando nel Circolo romano, a palazzo Bernini dove con­venivano gli uomini più influenti che dirigevano il movimento rivoluziona­rio 12) fu subito attratto dalla personalità di Suvalov:
Lo spirito elevato, i modi nobili e distinti, la parola pronta e soprattutto un ascen­dente naturale sopra quelli che lo accostavano erano i caratteri principali che distingue-
delle Chiese., in Niccolò Tommaseo nel centenario della morte, a cura di V. BRANCA e G. PETROCCHI, Firenze, 1977, pp. 583 sgg.
1W C. P. SUVALOV, op. eh., p. 224.
u> G. P. SUVALOV, op. cit., p. 231.
J2) 0. PRBMOLI, barnabita, Cenni biografici del p. Gregorio Almerici della Congrega-adone dei Barnabiti, Roma, 1917, p. 10.