Rassegna storica del Risorgimento
SUVALOV GRIGORIJ PETROVIC
anno
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1978
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pagina
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291
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Grigorij P. Suvalov e VItalia 291
vano il mio incognito amico... Le sue belle doti personali però scomparivano quasi al confronto delle qualità dell'animo e del tesoro di virtù e di grazia che il Signore avea racchiuso nel suo cuore ...Convertito da pochi anni al cattolicesimo, pieno il cuore di fervore e di zelo, cercava egli avidamente tutte le occasioni di potere insinuare agli altri quelle convinzioni dalle quali era animato e in particolare nei giovani...
A Roma si legò a Gaspare Finali (1829-1914) esponente del movimento repubblicano a Roma e nelle Romagne nel 1848-1849 che assieme all'Alme-rici divenne suo precettore di italiano e cui insegnò il francese. Compagno inseparabile al Circolo romano, come nella pratica religiosa sempre assidua o nelle passeggiate o nella frequentazione dei salotti, era sempre il principe Teodoro Golycin: pallida e smilza figura d'asceta, con fedine e baffi nero-grigi, essa si staccava molto da quella di Suvalov alto e gagliardo nella persona, con barba bionda, un tipo di virile bellezza nordica ... Come suole avvenire ai convertiti... li affratellava il profondo intenso ardore di cattolicismo romano, ed erano pieni d'entusiasmo per Pio IX... .
Il Golycin, da più tempo a Roma e fornito di larghi mezzi, accoglieva nel suo palazzo romano, tra piazza Nicosia e Via della Scrofa, artisti italiani e stranieri che ricevevano da lui un aiuto signorile; temperamento artistico, aveva trasformato il secondo piano del palazzo in una specie di museo, per la copia degli oggetti artistici raccolti con buon gusto e grande spesa . Diversamente da lui, Suvalov si era orientato più verso gli studi filosofici e letterari, pubblicando in francese un romanzo, Fabius ed un volume di liriche, cui seguiranno altre rimaste inedite, in italiano e in francese. Altro punto in comune era, in entrambi, la venerazione per Dante, tanto che il palazzo Galitzine divenne una specie di Accademia dantesca . 14> E lì, oltre che nel suo palazzo ospitale a Via delle Botteghe Oscure, teneva cattedra Michelangelo Caetani, duca di Sermoneta, che abbandonata la realizzazione di gioielli o il disegno e l'incisione per una grave malattia agli occhi, aveva finito per dedicarsi interamente allo studio di Dante.15)
Secondo la testimonianza di Luigi Almerici, nel clima di libertà che si respirava con l'avvento di Pio IX, un corso di diritto costituzionale era tenuto da Francesco Orioli (Valierano 1785-Roma 1856): non giurista ma scienziato, docente di fisica a Perugia dal 1813 al 1815, l'Orioli fu ministro dell'Istruzione nel governo provvisorio di Bologna dopo i moti del 1831, ma dovette poi scegliere la via dell'esilio, stabilendosi a Corfù dove insegnò dal 1836 al 1846; amnistiato all'avvento di Pio IX, si era stabilito a Roma, muovendosi attivamente fra i circoli liberali; le sue lezioni ascoltate da Suvalov dovevano essere considerazioni politiche piuttosto che un vero corso di diritto costituzionale.16)
Uomo che conosceva più l'Europa che l'Italia, il duca Caetani aveva dato
'3) Archivio Storico dei Barnabiti, Roma, Manoscritto di Luigi Almerici (aneli'egli poi divenuto barnabita) a Notizie intorno alla vita del p. Agostino Schouvaloff .
,4> G. FINALI, Due russi in Italia nel 1848, in La vita italiana di A. De Gubernatis, a. HI, voi. I, dicembre 1896, p. 24.
15> F. BARTOCCUTI, Introduzione alle Lettere di Michelangelo Caetani duca di Sermoneta, Roma, 1974, p. 31. Al Caetani è dovuto un bellissimo disegno della testa di T. Golycin, conservato a Roma nell'Archivio Caetani.
16) Cfr. A. GENNAHELLI, Francesco Orioli, in Archivio storico italiano, n.s., t. V, 1857, pp. 105-110; G. LUMBROSO, Roma e lo Stato Romano dopo il 1789 da una medita autobiografia, in Rendiconti dell'Accademia dei Lincei, ser. V, I, 1892, pp. 103-134; 208-248; E. VACCAHO, Il carteggio di Francesco Orioli nella Biblioteca Vallicclliana di Roma, in Rassegna storica del Risorgimento, 1957, I, pp. 106-117.