Rassegna storica del Risorgimento
SUVALOV GRIGORIJ PETROVIC
anno
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1978
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pagina
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293
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Grigorij P. Suvalov e l'Italia 293
Legione polacca, guidata da Adam Mickiewicz e di cui benedisse il vessillo, tenne a dire: Come Principe temporale non posso niente, ma io amo la Polo gna, andate voi difendete una giusta causa e sappiate che fra poco farò un'allocuzione diretta a tutti i popoli cristiani in favore della indipendenza della Polonia. Con intera fiducia in Pio IX Suvalov pensa che, se vuole, il pontefice potrà muovere una crociata per la resurrezione della Polonia. Ma il pensiero del russo torna con insistenza all'Italia; e poiché a Roma si parla della necessità di un Congresso italiano , non viene meno in lui un dubbio non infondato, se conclude: Preghiamo Iddio che ha sì visibilmente protetta l'Italia che non nasca disunione dopo la vittoria .19*
Date queste premesse, molto ci si attende da Pio IX con una tensione che coinvolge anche Suvalov, soprattutto nel senso di dichiarare guerra all'Austria in forma , cioè formalmente. Tuttavia, anche se al Circolo romano, Minghetti riferisce Suvalov esclude la possibilità di una vera e propria dichiarazione di guerra da parte di Pio IX, almeno una speranza non manca di fare capolino giusto la mattina del 29 aprile: Si può però attendere da lui che faccia una qualche dichiarazione che sancisca il sacrosanto principio della Nazionalità in guerra. Sarebbe una bella cosa e del capo della Chiesa degnissima .
Tutto cambia di lì a poche ore, quando in serata fu resa nota l'Allocuzione tenuta ai cardinali lo stesso 29 aprile. Qui le cose vanno male assai scrive Suvalov all'amico Almerici il 30 aprile Siamo in mezzo ad una burrasca. Chi sa come andrà a finire... , riferendo per filo e per segno le notizie, i si dice e gli stati d'animo del momento: Puoi immaginarti il dolore, lo sdegno, il fremito del pubblico. Nessuno aspettava una simile debolezza. Tutti, anche molti che passano per retrogradi, ne furono dispiacentissimi... Nel Corso era un'agitazione o piuttosto una costernazione incredibile. Il basso popolo non si mosse... . Partecipe com'è delle vicende di Roma e d'Italia, fra i più angosciati per la piega presa dagli avvenimenti è lo steseso Suvalov, che si lascia andare ad uno sfogo veramente sentito: Pio IX ha perduto in un batter d'occhio tutta la sua popolarità e la sua. bella gloria. Io ne piango perché non v'è uomo al mondo per lo quale abbia sentito un entusiasmo simile a quello che m'infiammava per lui... .2l*
Chiaramente su posizioni neoguelfe, anche a motivo del suo cattolicesimo da neofita, le oscillazioni e poi il voltafaccia di Pio IX sul momento non scalfirono in Suvalov la fiducia nel pontefice e nella funzione del papato nel processo nazionale italiano. Io ritengo scrive ad Almerici il 9 maggio che sarà un gran vantaggio che serbi il Papa il suo potere temporale il quale, come sovente ti ho detto, dà all'Italia una influenza grandissima in Europa. Ma questa unione dei due poteri deve essere come un matrimonio, il quale per andar bene sia fatto in modo che nessuna delle due parti soffra. Subito che soffra l'una o l'altra, nasce disunione e si pensa naturalmente al divorzio. Speriamo che qui non succeda . E in questo senso Suvalov spera che l'arrivo a Roma di Gioberti (con cui si è incontrato alla fine di maggio e che, incantato del Papa , ha visto in lui una piramide in un deserto ), faccia grandissimo bene .
La sospensione delle ostilità, il ritiro delle truppe pontificie dal fronte del Veneto, il rientro a Cesena di Luigi Almerici, inducono Suvalov a trasferirsi a
W) Ibidem.
20) /ri, Suvalov ad Almerici, 29 aprile 1848.
2') Ziri, Roma, 30 aprile 1848.
22) JD Suvalov ad Almerici, Roma, 9 e 27 maggio 1848.