Rassegna storica del Risorgimento
SUVALOV GRIGORIJ PETROVIC
anno
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1978
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pagina
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300
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300 Angelo Tamborra
dersi, lo stato anormale in cui si trova Roma è pieno di perìcoli e durare non potrebbe... . In realtà, continua, bisogna ben capire che dopo la ridicola e infausta rivoluzione del 16 novembre e dopo la fuga del Papa tutto ciò che si è fatto qui non è che illegale e provvisorio. In teoria, io approvo l'idea della Costi* tuente romana, ma che sia in questo momento essa opportuna, non ne sono sicuro, giacché mi pare che in momenti supremi anche il temporeggiare sia buono . Tutti sono indecisi, riluttanti a prendere iniziative arrischiate, hanno degli scrupoli . ... In verità conclude Suvalov li capisco. Giacché fin adesso il governo camminava con una certa apparente legalità ed in nome del Pontefice. Ma se si proclama la Costituente, si apre la porta della Rivoluzione e Dio sa se allora le potenze estere non si crederanno in dritto d'intervenire colle loro maledettissime ed infauste diplomatiche mediazioni, le quali..., mi capisci... . E la cosa più grave rimane il fatto che il paese è invaso da tutta la canaglia che è calata qui come i corvi all'odore d'un cadavere, e proprio non è che un cadavere il temporale papato .35'
Tempi neri, dunque, si preannunciano agli occhi di Suvalov per lo Stato della Chiesa. Quando poi la Costituente viene convocata, preoccupato si chiede con spirito profetico:
Che mai porterà quest'appello alla maggioranza del popolo? Forse l'intervento straniero. Hanno disgraziatamente imbrogliato le cose in modo che Pio IX si è diviso per ora dalla causa italiana. L'Europa vorrà probabilmente fare del Papato temporale una cosa sua, invece avrebbe dovuto rimanere sempre una istituzione italiana.36)
Ormai l'atmosfera a Roma si è fatta troppo incandescente e l'esistenza insicura perché Suvalov non senta il dovere di garantire la tranquillità della sua famiglia. Così ai primi del 1849 prende la decisione di trasferirsi con i figli a Napoli. Ma anche qui, pur al riparo dalle convulsioni della Repubblica romana e relativi avvenimenti militari, egli è ben lungi dal trovare pace. Sensibile com'è a tutti i problemi politici, di fronte alla situazione nel Regno meridionale il suo sconforto non ha limiti e non gli rimane altro che lo sfogo della corrispondenza con gli amici lontani, come appunto l'Almerici:
Anche io, caro Luigi, non sono allegro, anche a me pesa la vita assai. Le cose che esistono o che io vedo non sono da recare conforto all'anima. Tu sai quanto mi era attaccato alla causa d'Italia ed in ispecie a quella di Roma! Qui tutto va male, malissimo. Della costituzione non si parla più, le prigioni sono piene di accusati per delitti politici. Si dice (sarà questo numero esagerato) che vi siano 37 mila carcerati per causa politica.... [Il Re] ai è trasferito a Caserta dove passerà l'inverno fra i preti ed i soldati. Il popolo basso tace e non pensa né a Patria, né a libertà, l'aristocrazia è marcia. Il mezzo ceto è in fuga o in prigione e quei che rimangono si tacciono per paura. Non si può dunque sperare nulla che da qualche circostanza dall'estero, tanto più che i soldati sono, se non attaccati, almeno ligi al Re...
...Tu sai ciò che ti ho detto. Il Papa non può essere né costituzionale perché gli toglierebbero il suo potere, né assoluto perché ripugna allo spirito del nostro secolo. Dunque bisogna che il Papato temporale sparisca interamente, quando e come si adempirà questa storica necessità non so. Ma che si adempia un giorno ne sono convinto. Con tutto ciò, giacché per ora vogliono per forza ripuntellare questo vecchio e cadente edilìzio, desidero
35 Archivio storico dei Barnabiti cit., Suvalov ad Almerici, a Cesena, Roma, 19 dicembre 1848.
ì Ivi, Lettera, 27 dicembre 1848.