Rassegna storica del Risorgimento
SUVALOV GRIGORIJ PETROVIC
anno
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1978
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pagina
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302
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302
Angelo Tamborra
libertà religiosa e di coscienza avesse il sopravvento su posizioni retrive, legate all'intera sottomissione della Chiesa allo Stato, già in atto con gli ultimi Rjurikidi e messa a punto da Pietro il Grande.
Circa questo aspetto fondamentale del pensiero politico e religioso di Su-valov, la testimonianza di Luigi Almerici è particolarmente illuminante:
a Schouvaloff amava la libertà e perciò con piacere avea visto i primi movimenti d Italia che promettevano il risorgimento nazionale di questo paese che egli prediligeva sopra d'ogn'altro perché in esso ritrovato avea l'elemento che più confaceasi ai suoi principi religiosi e alle sue occupazioni artistiche e letterarie. Il suo amore di libertà prendeva però in lui le mosse da un principio più sublime, la religione. Dal momento in cui Dio gli avea miracolosamente aperto gli occhi della mente alle divine verità della Chiesa cattolica, non avea cessato di pensare alla triste posizione della sua patria. Il dispotismo che incatenava le coscienze allo scisma, le arti... [non leggibile], adoperate per isvellere le anime dal seno della Chiesa romana, l'oppressione in cui gemevano i cuori generosi che, come il suo, alla santa unità cattolica aspiravano, gli riempivano l'animo di amarezza e di dolore: e persuaso d'altronde che solo mezzo d'infrangere le barriere della Russia era la libertà di coscienza, alla quale per la via della politica libertà solo vedeva possibile accesso, non è dunque a meravigliare se erasi portato con amore verso una causa che alle sue speranze dava un cosi grande alimento ... (vale a dire la causa italiana, cui ebbe a scrivere nell'agosto del 1848 oc io vi era attaccato con tutto il cuore ).**)
Dalla libertà italiana alla libertà religiosa in Russia dunque: questo il duplice obbiettivo cui Suvalov rimane costantemente fedele sino alla fine dei suoi giorni, in una esistenza fatta di continui viaggi, nell'inutile inseguimento di medici e di climi adatti alla guarigione della figlia. Dopo la morte della madre, nell'estate del 1850, lo troviamo a Firenze dove frequenta il Gabinetto Vieus-seux, uno dei circoli più aperti e liberali della Penisola, dove certamente avrà stretto conoscenze interessanti o avrà rinnovate amicizie risalenti agli anni universitari, a Pisa, o al suo precedente soggiorno a Firenze. Per questo, non viene meno, anzi si accentua la sua partecipazione agli avvenimenti italiani visti sempre sotto l'angolazione religiosa.
Fra questi avvenimenti e problemi che sollecitano, in certo modo, una scelta di campo, del resto già operata da Suvalov in senso ampiamente liberale, vi sono anche quelli riguardanti il processo di laicizzazione dello Stato sardo. Così, di fronte all'atteggiamento duro e intransigente dell'arcivescovo di Torino mons. L. Fransoni nel non voler rinunziare al privilegio del foro ecclesiastico,42) per difetto di informazione il nobile russo fa risalire l'origine prima della condotta del presole alla Curia romana, se il 19 agosto 1850 su di lui scrive:
...Io sono proprio sdegnato non tanto dei suoi portamenti, quanto di quelli della Curia romana. Egli ha ubidito al Papa... Dio mio, ecco dunque rinnovati i tempi infelici nei quali chi dovea dare l'esempio della cristiana bontà, dà al contrario quello della tirannide più atroce. Ecco una nuova dimostrazione di quella verità che tanto abbiamo insieme discorso, vale a dire che sia di nocumento aìVItalia e alla Religione il misto potere del Papa. Ma con tutto ciò non ti sgomentare, amico mio, né lasciar venir meno in te la fede. E se anche gli strumenti umani sono indegni e malvagi, ciò non impedisce che il dogma
*)) Archivio storico dei Barnabiti cit., Roma, L, ALMERICI, Notizie intorno alla vita del p. Agostino Schouvaloff (Manoscritto).
W Cfr. G. MABTINA SJ., Pio IX (1846-1850), Roma, 1974, pp. 434 sgg., con la bibliografia relativa.