Rassegna storica del Risorgimento

SUVALOV GRIGORIJ PETROVIC
anno <1978>   pagina <303>
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Grigorij P. Suvalov e l'Italia 303
sia sublime, divino. Assistiamo ora a quella antica lotta fra libertà e dispotismo, fra verità e menzogna. Col progredire, la verità si farà giorno e assieme la libertà, e con essa diverrà più pura la Chiesa,più salda la fede. Non ti sgomentare adunque né per la reazione pre­sente, né per la malvagità dei preti. Il mondo va sempre trasformandosi. *9
Il neoguelfo qual era Suvalov a Roma nel 1848 nel giro di appena due anni si è trasformato nel liberale attento ai diritti dello Stato. Ma il suo occhio, tut­tavia, continua a rimanere fisso all'ideale di una Chiesa che doveva divenire più pura , liberandosi dalle scorie del temporalismo e della mentalità ad esso legata, riecheggiando così uno dei motivi fondamentali del processo unitario italiano.
Intanto, col passare degli anni il centro di gravità degli interessi e dei senti­menti di Suvalov si sposta in modo sempre più deciso verso l'impegno religioso, sino a occupare per intero la sua scena spirituale. L'Italia e i problemi italiani, con l'allontanarsi nel tempo di soluzioni unitarie, rimangono ormai sullo sfondo, come residui affettivi, mentre riprende il suo peregrinare senza sosta per l'Eu­ropa: a Varsavia nell'ottobre del 1850, nel settembre 1851 lo troviamo a Parigi (dove rinnova l'amicizia col gesuita p. Ravignan); nel febbraio del 1852 fa sosta a Berlino, mentre nell'estate dello stesso anno torna in Italia con soste a Roma, Rimini, Cesena, Milano: accanto agli amici cesenati Almerici e Finali, il viaggio gli dà occasione di conoscere Emilio Dandolo; sarà questi a far accostare Suvalov ai Barnabiti, nella persona del p. Francesco Alessandro Piantoni: l'ordine reli­gioso più patriottico e su posizioni chiaramente cattolico-liberali, che nel '48-'49 aveva visto in prima linea quali cappellani Alessandro Gavazzi con le truppe pontificie in Emilia e nel Veneto, ed Ugo Bassi accanto a Garibaldi sino alla fucilazione avvenuta a Bologna il 4 agosto 1849.
Il viaggio a Pietroburgo nel 1854 coincide con la fase più acuta della crisi d'Oriente, ma anche con l'ascesa al trono di Alessandro II, il sovrano che, as­sieme alle prospettive di pace, desta in Suvalov speranze di ben più vasta por­tata, naturalmente in senso religioso: Ah, puisse-t-il achever son oeuvre et mettre le comble à sa renommée scrive egli a quell'epoca en accordant à ses sujets la liberto spirituelle et civilisatrice du catholicisme, dont la Russie a si grand besoin pour augmenter son influence, son bonheur et sa gioire! C'est de cette condìtion que dépendent ses hautes destinées; c'est de cette liberté que dépend son avenir . E come Suvalov secondo idee correnti almeno da un quarto di secolo in Europa ed espresse da Mickiewicz e da Mazzini assegna alla Russia une belle mission > di civiltà in Cina e in tutto l'Oriente, per lui se Alessandro II intende perseguirla il lui faut l'union avec Rome . Solo a que­sta condizione potrà avere una schiera di missionari, mentre è essenziale per lui che forze preziose quali quelle dei russi, fattisi cattolici come lui, possano rien­trare in Russia, per mettersi al servizio della patria: Pourquoi donc nous empècher de consacrer nos travaux et nos jours à notre patrie? Sommes-nous des
43) Archivio storico dei Barnabiti cit., Suvalov a L. Almerici, a Cesena, Firenze, 19 ago­sto 1850.
44) e La morte di Bassi è stata certo una infamia ... scrive Suvalov ad Almerici 1 10 novembre 1849, da Roma (Archivio dei Barnabiti cit.). Quanto al Gavazzi, divenuto poi evangelico, nell'agosto 1867 diede alle stampe anonimo un libello vergognoso per la violenza verbale che non scalfisce per nulla l'elevata figura di Suvalov, dal titolo: // conte Gregorio Schouvaloff e i Barnabiti.