Rassegna storica del Risorgimento

SUVALOV GRIGORIJ PETROVIC
anno <1978>   pagina <304>
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30 Angelo Tamborra
ennemis?... . E se l'imperatore nous donne aujourd'hui la liberto civile, s'il affranchit nos paysans, pourqnoi ne nous donner en mème temps... cette autre liberlé, cette indépendance bien plus précieuse... dont nos consciences ont besoin?.4S>
L'interrogativo rimane senza risposta e Suvalov, dopo essersi mosso con cir­cospezione, senza dare nell'occhio, nell'ambiente della capitale zarista, deve pre­sto riprendere la via dell'esilio: Berlino, Heidelberg, Sayn in Renania, e, nel­l'ottobre del 1854, Ginevra, dove segue un ritiro spirituale sotto la direzione del­l'abate G. Mermillod. E poi ancora Milano o sul lago di Como dove si costruisce una villetta presso Blevio; fra la fine del 1854 e i primi del 1855 lo troviamo a Genova, poi fra il maggio e il luglio 1855 a Parigi e, quindi, ad Aix-les Bains e poi a Torino, a Milano. Un'anima in crisi, sempre insoddisfatta e contìnuamente in cerca di evasione, specie dopo che il matrimonio della figlia e la sistemazione del figlio avevano scaricato Suvalov di altre responsabilità e preoccupazioni. Ormai, dopo un lungo tragitto spirituale, profonde meditazioni, ricerche entro se stesso e molte incertezze, egli si sente maturo per il grande passo: lo compie a Monza, il 17 gennaio 1856, entrando nel noviziato dei Barnabiti. Il 20 febbraio veste l'abito religioso, assumendo il nome di Agostino Maria. Infine, dopo un incontro con Pio IX, cui espresse il desiderio di dedicarsi interamente a ricon­durre la Russia all'unione con Roma, il 18 settembre 1857 fu ordinato sacerdote, a Milano, da mons. A. Ramazzotti, vescovo di Pavia. Ma non aveva molto da vivere: morirà a Parigi il 2 aprile 1859, dopo aver dato alle stampe il racconto sincero e toccante del suo tormentato itinerario spirituale: Ma conversion et ma vocation. 47>
Questo l'uomo, meglio il personaggio, cui l'Italia, l'impegno risorgimentale degli Italiani erano entrati nell'anima, dopo essersi formato nel nostro paese quanto a studi e gusti letterari e artistici. E giusto in Italia e a Roma, l'approdo al cattolicesimo aveva ricevuto il suggello di una visione moderna, liberale del­l'impegno religioso, grazie alla sua partecipazione come testimone attento e sen­sibile alle lotte, alle aspirazioni, alle delusioni, alle speranze di tanti Italiani. Partito da posizioni neoguelfe, la sua limpida coscienza religiosa e l'esperienza del '48-'49 vissuta a Roma sin da quegli anni gli avevano fatto avvertire come
49 G. P. SUVALOV, Ma conversion ecc. cit., pp. 330-332. Una identica attesa sarà espressa anni più tardi, nel corso della rivoluzione polacca del 1863-1864, da Henry de Riancey, esponente dellT/hivers, là dove scrive all'Annerici, da Parigi, il 9 settembre 1863: Cet affranchissement des serfs ne devait-il pas naturellement entrainer la pensée vers l'affranchissement plus nécessaire encore de ces àmes detenues en servitude dans le schisine vers cette liberto religieuse plus essentielle mille fois que la linerie civile? ... . E come la Polonia è stata la prima a rivendicare questa libertà a d'abord par le deuil et par lea larmes, puis par l'insurrection , dalla crisi rivoluzionaria che ha visto di nuovo pro­tagonista la nazione polacca, sono derivati due fatti fondamentali: un grand honimage public a cté rendu au catholicisme d'ètre considéré par toutes les puissances cornine la vie mème de la Pologne et que, en second lieti, la liberto religieuse parait inévitablement devoir sortir victorieuse de cette grande épreuve . {Carte Suvalov cit., fase, K K 3).
46 ... con tutto ciò non sono per anco ben convinto di avere ciò che si chiama una vera vocazione religiosa e ecclesiastica... , scrìsse Suvalov ad Almerici, a Cesena da Parigi il 2 luglio 1855 (Archivio storico dei Barnabiti cit.).
*7) L'opera, scritta in francese, ha avuto tre edizioni, a Parigi nel 1859, nel 1864 e nel 1901; in italiano fu edita a Milano 1859, Torino 1860, Milano 1864, Firenze 1936; l'edizione tedesca usci nel 1862 e quella inglese, a cura di C. Tondini de' Quarenghi, nel 1877.