Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1896-1900; <
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1978
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Videa Liberale dal 1896 al 1900 307
rivista, riprende alcuni elementi dell'originario programma, soprattutto quello della difesa del concetto di libertà dalle sopraffazioni della plebe e dalle vecchie chimere o abitudini, che la legge evolutiva ha sfatate, e l'eloquenza dei fatti positivi disperse fra le memorie e i residui dei ferri vecchi . *> Rispetto al passato, il programma precisa il direttore nello stesso articolo sarebbe stato svolto con una schiettezza, una sincerità, una sveltezza anche maggiore . A. margine di tali affermazioni, Guido Martinelli annotava di suo pugno: Condotta da schiavo ,5) schiavo del Circolo Popolare, naturalmente, dei cui umori e interessi il nuovo direttore, secondo Martinelli, era fedele esecutore e portavoce. Martinelli sarà annoverato fra i collaboratori della rivista per il 1896, ma di fatto non scriverà per Videa per tutto il periodo borelliano.6* Era fallita la battaglia dell'ex direttore per sottrarre la sua rivista alla quotidiana polemica in difesa di un determinato gruppo politico, nel tentativo di riportarla all'originario programma di organo di diffusione di una nuova teoria liberale.
Abbandonati i dibattiti teorici e squisitamente culturali (che Borelli considerava sterili ai fini delle scelte politiche immediate), la rivista, specialmente tra il '96 e il '97, si impegna, da una parte, in un appoggio incondizionato a Budini e, dall'altra, in un'opera di propaganda per la rinascita del partito moderato contro quella prassi trasformista di cui pure il marchese siciliano era uno dei più prestigiosi rappresentanti. L'equivoco già si nota a proposito delle elezioni amministrative parziali a Milano nel giugno 1896; il 24 maggio Francesco Ambrosoli, dalle colonne deìVIdea, rilancia la necessità di portare alle elezioni contro i socialisti un uomo di partito e non un ministeriale. La posizione di Ambrosoli si afferma sull'Idea è condivisa da tutto il giovane partito liberale conservatore che fa capo al Circolo Popolare e che ritiene urgente affermare la fine dell' epoca del trasformismo .8) In pratica, però, ai collaboratori della rivista, tocca giustificare il compromesso raggiunto a proposito del V collegio di Milano, dove alla candidatura di Turati viene opposta quella del
Dopo la marcia su Roma, dimostrò più di una semplice simpatia per il fascismo e fu sostenitore della collaborazione dei liberali al governo di Mussolini. Dal 1925 al 1932 fu collaboratore del Popolo d'Italia; morì a Fontevivo (Parma) il 30 luglio 1932. Per tali notìzie, oltre agli scritti di G. BORELLI, Discorsi - L'Idea Liberale - Miscellanea letteraria, Modena, 1957, p. 5 sgg.; e Linee cronologiche e programmatiche del Partito giovanile liberale italiano, Milano, 1903, v. la voce su Borelli curata da A. Riosa per il Dizionario biografico degli italiani, voi. XII, Roma, 1970, pp. 541-543. Inoltre G. BORELLI, Albori coloniali d'Italia (1891-1895), a cura di A. SOLMI, Modena, 1942.
4l L'articolo pubblicato sull'Idea Liberale del 24 maggio 1896 non è firmato, ma è sicuramente di Giovanni Borelli.
5) L'annotazione a matita si legge sulla raccolta personale che Guido Martinelli aveva delle annate della rivista e che ora è conservata dal figlio, aw. Guido.
6> Nello stesso 1896, lasciata Videa, tenta la collaborazione al Corriere della Sera come risulta da alcune lettere indirizzate a Neera in cui parla di contatti avviati con Luca Belirami, uno dei proprietari del giornale. (Carte Martinelli. Lettere di Guido Martinelli a Neera del 16-8-1896 e del 5-9-1896). Il 19 agosto 1896 pubblica infalli sul Corriere una lunga recensione al libro di G. De Molinari, Comment se résoudra la que-stion sociale.
Negli anni 1897-99 scrive per la Gazzetta Letteraria, per la quale cura la rubrìca Leggendo . Nel 1897 rileva la tipografia milanese Galli e Raimondi.
7) F. AMBROSOLI, L'elezione di Milano , in L'I.L., 24 maggio 1896.
*) L'elezione del V collegio in Milano , in L'I.L., 14 giugno 1896.