Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <308>
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Mariella Rizzo
radicale Luigi Rossi sostenuta anche dai moderati dell'Associazione Costituzio­nale, i quali giustificano il loro appoggio con l'obiettivo immediato di scon­figgere il leader socialista. In tali condizioni il Circolo Popolare leggiamo sulla rivista non può ostacolare l'indirizzo del comitato liberale locale, per cui, ancora una volta, Videa assume una posizione che compromette seriamente quella linea di intransigente difesa della propria libertà di azione, per la quale si era prima battuto e poi dimesso Guido Martinelli.
Se non appaiono molto coerenti nella lotta al trasformismo, i collaboratori della nuova Idea si battono con lo stesso rigore di un tempo per gli altri temi in difesa dei quali era nata la rivista. Lotta alle spese militari, neces­sità della politica del piede di casa, liberismo, anticrispismo, decentramento amministrativo,9) sono i motivi che più ricorrono sulle pagine del giornale e che d'altronde avevano determinato l'appoggio dei moderati lombardi al governo Di Rudinì.10)
In Africa si era andati senza avere presente non solo le necessità più im­mediate della società italiana, ma senza neanche valutare le reali possibilità di riuscita dell'impresa e tutto si era risolto, anche per responsabilità diretta del governo, in una baldoria di rettorica epica .11J
Contro la retorica dei fatti, ma in ossequio a quella della forma (lo stile di Borelli è decisamente ampolloso e aulico), il direttore della rivista afferma che, usciti dall'incantesimo delle metafore e dall'ubriacatura dell'Iperbole , alla classe dirigente non rimane che riparare agli errori commessi. Ai fini di una politica di raccoglimento, nell'intento di risolvere quella crisi economica, mi­litare, diplomatica e soprattutto morale che i governi di Sinistra avevano la­sciato, può essere utile la Triplice Alleanza verso la quale i moderati dell'Idea non hanno prima nutrito nessuna speciale simpatia , ma che ora può assicurare in Europa un periodo di pace (di cui l'Italia ha bisogno per i problemi di pò-
9) Il decentramento era uno dei punti più significativi del programma liberal-conservatore del nuovo ministero. Sui progetti mdiniani di riforma deU'amministrazione locale cfr. E. RAGIONIERI, La storia politica e sociale, in AA.W., Storia d'Italia dall'Unità a oggi, voi. IV, tomo IH, Torino, 1976. Ragioneri nota nell'operato politico del marchese siciliano più di una suggestione proveniente dal pensiero di Gaetano Mosca che nello stesso 1896 pubblicava gli Elementi di Scienza Politica, a È forse stato sottovalutato sostiene Ragionieri il fatto che la famosa teoria della ' classe politica ' di Gaetano Mosca, e del suo modesto pendant pubblicistico rappresentato dal binomio governanti-governati di Pa­squale Tiiriello, se non si esaurisce completamente nel progetto rudiniano, trova tuttavia in esso il suo più compiuto tentativo di realizzazione pratica (p. 1836). Per l'influenza culturale esercitata da G. Mosca su Rudi ni v. A. Rossi Doni A, Per una storia del decen­tramento conservatore in Quaderni storici, voi. VI, 1971, p. 844 e M. BELARDINELLI, Un esperimento liberal-conservatore: I governi Di Rudinì (1896-1898), Roma, 1976, pp. 56-59.
10) Tali posizioni rispecchiano anche le propensioni di una classe industriale come quella milanese (sicuramente la più avanzata in Italia), che, come afferma D'Angiolina, ha messo la sordina sulle pretese protezioniste e punta su commerci più aperti e attivati mediante una politica estera e interna di raccoglimento e di pace in P. D'ANCIOLINI, La svolta industriale italiana negli ultimi anni del secolo e le reazioni dei contemporanei, in Nuova Rivista storica, gennaio-aprile 1972, p. 87.
Sui caratteri della borghesia milanese v. G. BAGLIORI, L'ideologia della borghesia in­dustriale nell'Italia liberale, Torino, 1974.
,!> G. BORELLI, a Parole e cose , in L'I.L,, 31 maggio 1896. U> Ibidem.