Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <309>
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Videa Liberale dal 1896 al J900 309
litica interna), specialmente dopo la duplice franco-russa e ravvicinamento del­l'Inghilterra agli Imperi Centrali.13)
Una politica proporzionata alle reali risorse della nazione non significa, però come si preoccupa di precisare Borelli di fronte alle crìtiche che ve­nivano dal Sud mancanza di idealità patriottiche , indice sicuro di sub­dole intenzioni separatiste:14) Che Stato di Milano d'Egitto! E chi ci ha mai pensato in buona fede quassù! Bisognerebbe essere pazzi! E quando mai, Mi­lano, ricca e polente com'è, abbandonata a se stessa fuori dal grande corpo unito della patria, potrebbe più ripetere le ragioni di egemonia economica che oggi ne assicurano il primato sulla penisola e la fanno da tutti invidiata? 15) In termini diversi da Sorniani e Martinelli, 16> il nuovo direttore affronta la pole­mica nord-sud acutizzatasi specialmente in età crispina, una polemica che sem­bra a Borelli a tutto favore dei partiti dell'opposizione, dei partiti della distru­zione , rossi o neri che siano. Responsabili di una politica megalomane non sono state le generose popolazioni del Sud che vivevano sia pure a torto di so gni e di sentimentalità , ma soprattutto Crispi e i corrotti sistemi di go­verno che egli aveva instaurato.I7)
Decentramento amministrativo (non separatismo politico) e lotta per la con­servazione della libertà in genere contro il radicalismo rivoluzionario sono i prin­cipi fondamentali per i quali i conservatori lombardi devono battersi.
Sulla valutazione e il giudizio che Borelli dà dell'operato di Crispi, si apre
u) A. CASTIGLIONE, Il voto della politica estera , in L'I.L., 5 luglio 1896. Per le pressioni dell'ambiente lombardo sugli orientamenti del governo in politica estera v. M. BELARDINELLI, Orìgini del connubio Di RudinìrZanardelli, in Annuario dell'Istituto storico Italiano per l'età moderna e contemporanea, voli. XXI-XXII (1969-1970), pp. 202-203.
14) Questa era invece la convinzione del Presidente del Senato, Domenico Farmi, il quale a proposito dell'impegno dell'Idea per il decentramento, così annota nel suo diario il 29 giugno 1896: ce Milano nel 1848 gettò il pomo della discordia colla quistione della capitale; ora gira il problema, non attacca Roma, attacca addirittura l'Unità. Basta leggere l'unito articolo dell'Idea Liberale, scritto dal deputato Emilio Conti per vedere dove si tenda. [L'articolo è Il decentramento pubblicato sull'/dea Liberale del 29 febbraio 1896]. Anzi bisogna leggere tutto il giornale, organo del Circolo Popolare, per vedere dove si miri . E ancora il 2 luglio discutendo con il senatore Cesare Alfieri : A Milano si vuole lo Stato di Milano e, sotto colore di decentramento, si cercano eufemismi che equi­valgano alla federazione. È lo stesso movente del 1814 coll'eccidio Prina, del 1848 col contrasto per la capitale. Alfieri: Sono le masse operaie Io: Legga la prego, Videa Libe­rale, gli articoli del deputato Emilio Conti , in D. FABINI, Diario di fine secolo, a cura di E. MOHELLI, voi. II, Roma, 1962, pp. 985 e 987-988.
15> G. BORELLI, Le cause e le ragioni del pericolo , in L'I.L., 19 luglio 1896. a Piuttosto continua il direttore dell'/dea nel resto d'Italia in cui la lue crispina ha conquistato cosi pure e cosi generose forze patriottiche, dovrebbero aprire gli occhi e com­prendere che Milano che pensa e che esercita una vera azione direttiva, una sola cosa odia e non può permettere che rimanga viva, sotto apparenze più o meno lusinghiere, a vi­tuperare la dignità e l'onore verso l'Italia: quel sistema infame il quale del governo fece una sentina di favori innominabili, di ingerenze sotterranee e delittuose, di sfruttamenti osceni, e del parlamentarismo un mezzo incosciente di tirannia e di corruzione abomi­nevole . Sui motivi della polemica condotta dai milanesi contro la capitale a reale cfr. F. FONZI, Crispi e lo a Stato di Milano , Milano, 1965 e in particolare il cap. ce L'ultimo governo Crispi e i ** Galli Cisalpini * .
l6> Cfr. M. Rizzo, art. cit.t p. 414. Il decentramento amministrativo invocato da Sorniani sfociava quasi nella richiesta di autonomia politica.
17) G. BORELLI, Le cause e le ragioni del pericolo cit.