Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <311>
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Videa Liberale- dal 1896 al 1900 311
Provincie, né Comuni),22) chiede l'abolizione delle sottoprefetture (lasciandole solo nelle Provincie di vastissimo territorio >) e la riforma dei comuni che vorrebbe (specialmente i più piccoli) raggruppati in Consorzi liberi o Cantoni, nel tentativo di risolvere la crisi della loro autonomia.23) Casnati, dopo aver approvato l'operato di Prinetti ai Lavori Pubblici, di Gianturco all'Istruzione, e di Costa alla Giustizia e Culto, conclude la disamina dei problemi più urgenti da affrontare da parte del ministero (verso il quale dice di avere la massima simpatia >) affermando che per avviare una risoluta politica di profondo rinno­vamento è necessario il coraggio, poiché la lesina non serve.
Una settimana dopo, Borelli chiarirà la posizione dei moderati dell'Idea anche a proposito della discussa riforma elettorale che essi vorrebbero non in base al censo, ma sul criterio assoluto della capacità intellettuale e della co­scienza dell'elettore 3> per raggiungere lo scopo di migliorare la base avente di­ritto al voto.25)
Sn questo tema Borelli non è lontano dalle posizioni di Alberto Sorniani, il quale, come ricordiamo, partendo da presupposti positivisti, giungeva alla con­clusione che, secondo le leggi della selezione naturale, al governo potessero arri­vare solo i migliori, cioè gli uomini superiori , non il volgo. Per facilitare la scalata dell'elite al potere, il fondatore dell'Idea aveva perciò chiesto la limita­zione del suffragio elettorale attraverso nna prova di carattere intellettuale per ogni elettore. In pratica, prima Sorniani, ora Borelli, propongono lo stesso sistema per migliorare , ma in sostanza per selezionare l'elettorato nel tenta­tivo, oggi come ieri, di bloccare il successo dei partiti dell'opposizione e permet­tere il rafforzamento del partito liberale-conservatore.27)
22) Giovanni Casnati, presidente del Comitato lombardo per il decentramento, è d'ac­cordo sul progetto di abolire i sottoprefetti di carriera sostituendoli con i notabili del luogo per i quali però richiede una nomina della durata di almeno 5 anni.
23) G. CASNATI, Il Ministero Rudini e il Decentramento , in L'/X., 8 novembre 1896. Dei tre provvedimenti che dovevano qualificare il programma di decentramento ru dìniano e cioè sindaco elettivo in tutti i comuni, istituzione della regione e introduzione nelle amministrazioni locali dei funzionari gratuiti, solo il primo progetto sarà realizzato. L'istituzione del Commissariato civile in Sicilia nel luglio del 1896, sembrò avviare la discussione sul decentramento regionale (v. A. CASTIGLIONE, Il Commissario in Sicilia , in Ul.L., 12 aprile 1896), ma, di fronte alle polemiche suscitate, Rudini fu costretto a fare marcia indietro e a pensare a una riforma dell'amministrazione su basi provinciali, poiché, come confidava al Presidente del Senato Farini, non aveva intenzione di a sollevare una quistione d'unità d'Italia , in A. Rossi DOMA, Per una storia del decentramento conser­vatore cit., pp. 870-876.
24) Ibidem. Casnati chiederà il decentramento anche in campo scolastico lasciando l'insegnamento inferiore al Comune e non allo Stato.
25) G. BORELLI, La cancrena elettorale , in L'/.L., 15 novembre 1896. Visconti Venosta, cedendo alle pressioni dei conservatori lombardi, avrebbe chiesto nei primi mesi del '98 al Rudini una legge sulla limitazione del diritto elettorale, che di fatto il marchese siciliano presentava alla Camera il 20 marzo 1898 e che prevedeva un minimum di resi­denza di cinque anni e le prove di a capacità letteraria . Il progetto di legge fu, però, abbandonato per strada, v. M. BE LARDINE LLI, Un esperimento liberal-conservatore cit., p. 320.
26) Cfx. M. Rizzo, art. cit., p. 414.
27) Anche i conservatori della Rassegna Nazionale sono favorevoli ad una riforma elettorale in senso restrittivo che permetta il miglioramento della qualità dell'elettorato. Cfr. 0. CONFESSORE, Conservatorismo politico e riformismo religioso, Bologna, 1971, p. 160.