Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <312>
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Mariella Rizzo
Il 1897 si apre sulla rivista con una serie di articoli sulla campagna eletto­rale; il dibattito, al quale partecipano parecchi collaboratori, è più vivace e serrato del solito. E questo si comprende se si pensa che, nonostante critiche e opposizioni, la rivista sembra più orientata a difendere la compagine ministe­riale, che non a riprendere, almeno in occasione delle elezioni, le distanze dagli amici di Rudinì con un programma intransigente ispirato ai principi della de­stra contro la pratica del trasformismo. Di fronte alla richiesta da parte di un collaboratore di una campagna elettorale basata su programmi, su idee chiare (cioè sulla netta distinzione dei partiti), Francesco Ambrosoli, che appare l'ispiratore principale della linea politica della rivista in tale frangente, risponde che questa era solo un'illusione poiché le masse elettorali si mostravano solle­cite soltanto di utilità locali .29) La protesta dell'ignoto lettore non rimane isolata, in quanto il 31 gennaio suIl'Uea è pubblicata la lettera di un abbonato alla rivista (sempre anonimo), il quale propone la costituzione di un Comitato elettorale centrale del partito conservatore per combattere insieme socialisti, radicali, zanardelliani, giolittiani, crispini, sonniniani, compresi, quando scen­dessero in campo , i candidati clericali antimonarchcici >? La risposta di Ambrosoli questa volta è ancora più netta e chiarificatrice delle scelte del set­timanale:
Il Comitato Elettorale Centrale dovrebbe combattere, fra gli altri, i zanardelliani e giolittiani, che invece sono perfettamente d'accordo col Governo. Quindi esso dovrà com­battere il Governo stesso; dovrà essere antiministeriale, per necessità assoluta di logica. Ma quale uomo designerà come porta-bandiera?... Noi non possiamo combattere Rudinì, che può far molto bene, a tutto benefizio di altri uomini che sappiamo hanno della libertà un concetto differente dal nostro. Non volendo combattere Rudinì, pel momento dobbiamo subire i suoi alleati. È dura verità, ma verità.31)
28) L'onorevole Francesco Ambrosoli nel 1897 è membro del Comitato direttivo del-Vldea che risulta cosi composto: Antonio Castiglione (consigliere provinciale): presidente; Francesco Ambrosoli (deputato), Pietro Baragiola (deputato), Giovanni Casnati, Giuseppe Marietti. Per il 1897, oltre ai collaboratori dell'annata 1896, sono menzionati: Anton Giulio Barili, Carlo Canetta, Arturo Colaulti, Giacomo Raimondi, Mario Segre.
29) F. AMBROSOLI, Per le future elezioni - Risposta aperta al Collaboratore , in ISI.L., 10 gennaio 1897 e sempre dello stesso AMBROSOLI, Per le future elezioni - Al Collaboratore , in i'/X., 17 gennaio 1897.
3) La lettera è pubblicata assieme a un articolo di commento di F. AMBROSOLI, e Programma positivo o programma negativo? , in L'I.L., 31 gennaio 1897.
31) Ibidem. Sempre sulla stessa polemica efr. UN COLLABORATORE, ce Per le future elezioni - AU'on. Francesco Ambrosoli , in L'/.L., 7 febbraio 1897. L'anonimo invita Am­brosoli a non accettare a priori tutto il programma presentato dal governo in occasione delle elezioni, ma di riservarsi almeno una certa autonomia di giudizio nel fare le opportune scelte e distinzioni per costringere il Ministero a preoccuparsi dei conservatori liberali tu quel tanto che oggi si preoccupa del Zanardelli e del Gioii iti . In quanto alle intenzioni di Rudinì nel fare e manovrare le elezioni, v. M. BELARDINELLI, Origini del connubio cit., p. 232 dove così leggiamo: Di Rudinì si proponeva in queste elezioni, in assenza di un proprio partito compatto, di adottare una tattica che non gli precludesse nessuna futura combinazione: evitare quindi di dar battaglia agli avversari nei collegi oc imprendibili ; sostenere i moderati ovunque avessero probabilità di riuscita; ma, dovendo contare su alleati che lo coprissero a Sinistra, favorire i costituzionali e specialmente Zanardelli e i suoi * pochi amici *, le cui vedute su molti problemi concreti finivano per coincidere in buona parte con le proprie, e che, per una ragione o per l'altra, egli poteva oc controllare .