Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <314>
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Mariella Rizzo
finalmente pone all'opinione pubblica il problema se il voto sia un diritto assoluto di ogni cittadino e non invece una funzione in quanto e per quanto la sappia compiere; la seconda iniziativa, cioè Tintrodazione del referendum, non deve far pensare con timore alle decisioni della massa, poiché tutto dipende da quali sono le questioni che si vogliono proporre, ed in quale modo si interroga la massa.36) Il dissenso di Castiglione dal programma radunano è più profondo lì dove il marchese siciliano affermava di non credere nella re­surrezione dei partiti costituzionali ;
Non è credibile avverte sempre Castiglione che le fila del partito liberale tem­perato possano confondere in sé i capi-parte di altri manipoli politici capitanati da Zanar-deili, da Giolitti e da Cavallotti. Che le condizioni elettorali attuali, soprattutto le condi­zioni parlamentari antecedenti abbiano portato una necessaria reciproca azione di con­centramento intorno all'attuale Ministero di questi gruppi parlamentari si capisce; ... ma che si possa ritenere un partito omogeneo, un partito liberale e conservatore quello che ni circostanze normali di vita politica nazionale... abbia ad avere con sé i campioni più precisi e spiccati della democrazia legalitaria è assolutamente impossibile il dover crederlo. Quindi i partiti costituzionali alla Camera si delineeranno necessariamente appena che talune delle questioni poste sulla piattaforma delle attuali elezioni, verranno in di­scussione. 37
G. Borelli, dopo aver lasciato ad Ambrosoli e a Castiglione il compito di polemizzare e spiegare la posizione della rivista alla vigilia elettorale, in­terviene solo il 7 marzo per ricordare ai lettori i candidati del partito liberale nei quattro collegi urbani di Milano e cioè rispettivamente il conte Emanuele Greppi (assessore al Comune), Fon. Giuseppe Colombo, il dotL Giovanni Ca-snati e l'aw. B a ssano Gabba. A proposito di Casnati, Borelli ricorda che questi si raccomanda come pochi altri agli elettori liberali anche perché è alla testa del più cosciente movimento di riforma amministrativa che siasi determinato in Italia. A questi nomi il 14 marzo aggiunge, raccomandandoli agli elettori, quelli di Carmine, Prinetti, Gavazzi, Ambrosoli, Conti, Radice, Sorniani, Ba-ragiola definiti la falange dei devoti dell'/dea, fieri e sicuri soldati della libertà e della sua rigorosa pratica politica .39)
storia del decentramento conservatore cit., pp. 876-878 e M. BELARDINELLI, Un esperi­mento UberaUconservatore cit., p. 141 sgg.
3*) Può tale sistema di voto popolare essere in dato momento la salvezza degli erarii comunali, assai più che l'attuale controllo più fittizio che reale delle autorità ammi­nistrative; e può essere rimedio sovrano contro le camarille della piazza o delle sale se bene adoperato in A. CASTIGLIONE, ce Politica Il programma di governo cit.
37) Le perplessità dei moderati dell1 Idea si possono capire se si pensa che il pro­gramma di Rudini tendeva a una vasta convergenza di forze politiche: oc Tranne i cri-spini (contro i quali si prendeva esplicitamente posizione), i socialisti e i repubblicani, tutte le tendenze politiche del paese potevano riconoscersi in più di un elemento (anche i cattolici, al limite, che pur non trovando accenno alla questione ecclesiastica, vedevano espressi alcuni dei punti programmatici: provvedimenti a favore dell'agricoltura, leggi sociali, referendum amministrativo, incoraggiamento alle associazioni miste di operai e datori di lavoro) , in M. BELARDINELLI, Origini del connubio cit., p. 238.
38) G. BonELLi, Al nostro posto , in L7.L., 7 marzo 1897.
ì9> G. BORELLI, ce Dalla base , in L'I.L., 14 marzo 1897. Sempra nello stesso nu­mero Borelli ricorda agli elettori che a Parma è candidato per il partito conservatore li­berale Domenico Oliva (l'ex direttore deli1 Idea) designato dall'Associazione liberale con­servatrice monarchica parmense, che, per le sue simpatie Crispino, è assai poco parte-